Il Tirreno

Pistoia

Ecco il nuovo sistema dei musei in città

Ecco il nuovo sistema dei musei in città

Si potenzia il Ceppo col centro Marini mentre a palazzo di Giano verrà ripensato tutto il percorso per i turisti

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PISTOIA. È concluso lo studio di riorganizzazione del sistema museale cittadino elaborato, a titolo gratuito, da Claudio Rosati, già dirigente del settore musei della Regione, e denominato Pimuc, ovvero “Pistoia Musei della città”.

Lo studio si è concentrato sulla riorganizzazione e sulla valorizzazione del Museo Civico e del Centro Giovanni Michelucci, sull’istituzione in Palazzo di Giano di un “Museo del Palazzo” e sulla riconsiderazione dell’utilizzo della parte storica del vecchio ospedale del Ceppo, dove dovrà sorgere un polo culturale, spazio vivo non solo di conoscenza, ma anche di esperienza, in un intreccio fecondo con la “Casa della Città” ovvero un laboratorio che recupera il meglio delle esperienze italiane di urban center, luoghi di partecipazione attiva dei cittadini alla discussione sul presente e sulle prospettive di sviluppo della città.

La commissione cultura inizia ad esaminare il complesso studio elaborato da Rosati che si è concentrato su tre linee direttrici: l’accessibilità culturale, la proiezione nel territorio e la relazione tra il patrimonio e le persone. Ieri la giunta ha deliberato la costituzione di un gruppo di lavoro misto per la realizzazione della Casa della Città, che, dopo mesi di progettazione preliminare, potrà presto aprirsi al contributo concreto dei pistoiesi. Entrambi i progetti – tra loro strettamente interconnessi- sono figli del programma di governo del Sindaco in cui si dice: «L’area del Ceppo, con la stupenda Piazza Giovanni XXIII ora scarsamente fruita da cittadini e turisti, va qualificata: per un verso valorizzando le risorse storiche e artistiche lì presenti … per altro verso trasferendovi il Centro Michelucci, collegato all’apertura di un Urban Center inteso come luogo strutturato di conoscenza, confronto e ricerca sulle trasformazioni urbane…capace di favorire nuove forme di partecipazione, per l’elaborazione di proposte sulla visione della città e le sue trasformazioni, secondo un approccio ecosostenibile”.

Il Palazzo comunale. Secondo lo studio di Rosati, Palazzo di Giano dovrebbe offrirsi alla città e ai visitatori come “museo di se stesso”, attraverso un ripensamento anche radicale degli spazi, allestiti appositamente per accompagnare il visitatore in una narrazione interattiva lungo gli oltre sette secoli di storia dell’edificio. Il progetto, che prevede la valorizzazione di luoghi adesso inaccessibili o nascosti, come la cosiddetta scala elicoidale o il cavalcavia di Pantaleone Quadri che collega la Sala Maggiore alla Cattedrale di San Zeno, affida alle Sale Affrescate il ruolo centrale non solo di accoglienza e di orientamento per la visita al palazzo, ma anche il punto di accesso dell’intero sistema museale cittadino.

Il museo civico. Per il museo civico, nato in Palazzo di Giano negli anni ‘80, Pimuc pensa a nuovi apparati informativi e interattivi, all’ampliamento dei servizi al pubblico, zone di pausa per l’approfondimento dei temi delle collezioni, spazi per le attività educative e percorsi-gioco studiati appositamente per i più piccoli.

Il Ceppo. Nel progetto dovranno trovare spazio le esperienze più moderne della progettazione urbanistica e, specialmente nella parte monumentale, funzioni pubbliche di pregio, museali, di custodia della memoria e di permanente osservatorio sulla città, sulle sue trasformazioni sociali, economiche e urbanistiche. Infatti, se per il Palazzo Comunale e il Museo Civico si tratta di adeguamenti, pur consistenti, per la parte storica del Ceppo la sfida è quella di pensare a qualcosa di completamente nuovo da proporre come base per una discussione aperta e feconda che veda protagonista tutta la città. L’orientamento dell’Amministrazione è quello di costituire un polo culturale con un intreccio di funzioni in grado di rafforzarsi a vicenda: alcune sono già presenti, come la “Pistoia sotterranea” e la Biblioteca dell’Accademia Medica “Filippo Pacini”, altre sono in fase di realizzazione come il museo che si costituirà con la raccolta dei ferri chirurgici, altre ancora di nuovo insediamento come l’archivio storico del Comune. Il Ceppo accoglierà anche, come detto, il Centro di documentazione Michelucci con i 2087 disegni del maestro.

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