Sicurezza
«Al Dano non serve la bonifica»
Non è nell’elenco dei siti inquinati: via libera al cantiere Publiambiente
PISTOIA. La collocazione del nuovo centro operativo di Publiambiente per la gestione dei rifiuti, in vista dell’allargamento della raccolta differenziata porta a porta, continua ad essere al centro delle discussioni in città. Roberto Bartoli, candidato renziano all’assemblea nazionale Pd, interviene sull’argomento rilanciando – come possibile sede del centro Publiambiente – una collocazione scartata dal Comune, quella del Dano. In un suo intervento diffuso ieri, Bartoli ricorda che Palazzo di Giano aveva escluso fin dall’inizio la scelta dell’area dove sorge l’attuale impianto di compostaggio perché, tra le altre ragioni, necessiterebbe di una bonifica molto costosa e molto lunga per poter essere trasformato in un’area aperta al pubblico. «Ebbene – scrive Bartoli – il punto è che a quanto pare la bonifica non occorre».
Su cosa si basa questa conclusione? Su alcuni documenti della Regione. Nel piano di bonifica dei siti inquinati del 1999, «il Dano non è mai stato compreso nei siti da bonificare in modo urgente (detto breve o medio termine)». Non solo. «La Regione – aggiunge Bartoli – sta approvando il nuovo piano di gestione dei rifiuti e bonifica siti inquinati. All’interno del quadro conoscitivo emerge che il Dano è un sito che non è iscritto nell’anagrafe dei siti inquinati, ma è classificato come sito in ripristino ambientale e in stato di attivazione per l’iscrizione nell’anagrafe dei siti oggetto di bonifica».
E sulla base di questo, e della definizione di “ripristino ambientale”, Bartoli conclude che «con ogni probabilità il Dano non ha bisogno di bonifica» e che «il ripristino ambientale è collegato alla variazione d’uso urbanistica». «Pertanto – è la conclusione – se non si varia l’attuale destinazione d’uso del Dano, non occorre fare niente. In sostanza, se nel Dano si continua a fare attività relativa ai rifiuti, non si deve nébonificare (perchénon risulta inquinato) né compiere ripristino ambientale». Di qui la richiesta al Comune di approfondimenti e chiarimenti.
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