Sicurezza
Non si farà il referendum sul nuovo Comune unico
La Regione: troppe amministrazioni, a partire da Abetone, si sono tirate indietro Ferrari: «Il sindaco di San Marcello e la giunta si devono dimettere»
MARCELLO. La discussione si è protratta per quasi un’ora. Tanti gli interventi con posizioni contrapposte anche all’interno dei gruppi consiliari. Alla fine, il verdetto atteso da mesi è stato di bocciatura. Il consiglio regionale ha respinto ieri la proposta di legge per la fusione di Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello in un unico comune Montagna Pistoiese presentata dai consiglieri Gambetta Vianna e Lazzeri del gruppo Più Toscana. Si chiude così l’iter intrapreso da quasi un anno, pur in un clima litigioso fra le istituzioni montane, rimandando ogni eventuale iniziativa a dopo le elezioni amministrative 2014. Il presidente della prima commissione affari istituzionali, Marco Manneschi, ha ricordato i passaggi salienti: il parere favorevole al referendum inizialmente espresso dai 4 sindaci montani, la decisione di acquisire il parere dei consigli comunali, il cambio di rotta di Abetone con richiesta di essere estromesso dalla proposta referendaria e del sindaco, Giampiero Danti, di annettere all’eventuale quesito quello per il passaggio in Emila-Romagna; il passo indietro del Comune di San Marcello motivando che «senza Abetone non si possa procedere alla fusione». Manneschi, ricordando la scelta della commissione di rimettere la decisione all’aula, ha espresso voto contrario. «Procedere senza tener conto del parere dei comuni equivarrebbe a contraddire la linea tenuta finora – ha detto – si tratta di una proposta di legge di iniziativa consiliare, dunque si rischierebbe una forzatura istituzionale. È forse più prudente aspettare le elezioni e vedere se con le nuove amministrazioni si riesce a procedere per l’indizione di un referendum». Contrario il voto delle forze di maggioranza, tranne i consiglieri pistoiesi del Pd Gianfranco Venturi e Aldo Morelli. Giuseppe Del Carlo (Udc) si è astenuto. Hanno votato a favore i gruppi di opposizione. «L’obiettivo dichiarato dalla legge è promuovere l’aggregazione tra i Comuni” ha spiegato Alessandro Antichi (Pdl). Il consigliere Gambetta Vianna parla di «atto antidemocratico». «Si è voluto bocciare il referendum – scrive – perché il sindaco di Abetone ogni cinque minuti cambia opinione e soprattutto perché si presume che vincerà il “no” ad Abetone. Ma come si può dire senza sentire i cittadini?». «Il problema – prosegue – è che, col Comune unico si taglierebbero diverse poltrone. La Montagna pistoiese avrebbe potuto guardare ad un futuro più radioso. Chi ha bocciato questo referendum se ne assumerà presto le responsabilità». Nel comitato per il comune unico il clima è di delusione. «Siamo dispiaciuti per questo esito – commenta il sindaco di San Marcello, Silvia Cormio – il nostro comune ha espresso sempre una posizione unanime favorevole al referendum, pur preceduta da una adeguata partecipazione. Evidentemente i tempi non erano maturi: la confusione che regnava sulla montagna ha spaventato la Regione». zLa Regione si è resa conto che difficilmente il referendum avrebbe portato al sì – commenta il sindaco di Abetone – non vedo come si possa arrivare al comune unico senza prima far funzionare l’unione dei Comuni». Il consigliere di minoranza ed ex assessore del comune di San Marcello Davide Luca Ferrari, chiede apertamente le dimissioni della giunta e del sindaco di San Marcello.
Elisa Valentini
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