Il Tirreno

Pistoia

Al suo posto manda all’esame un amico

Al suo posto manda all’esame un amico

Denunciato nigeriano che avrebbe dovuto sostenere il test di italiano per la carta di soggiorno

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PISTOIA. Quando il funzionario della prefettura ha avvertito i candidati presenti in aula che sarebbe passato tra i banchi per verificare i documenti di identità, si è fatto prendere dal panico. Certo che il trucco sarebbe stato scoperto, si è alzato di scatto rovesciando la sedia e se l’è data a gambe, lasciando però sul banco, tra fogli e penne, anche la carta d’identità che l’amico connazionale gli aveva consegnato quando gli aveva chiesto – a lui che con l’italiano se la cavava assai meglio – il favore di sostenere al posto suo l’esame di lingua, obbligatorio per chi vuole ottenere dalla questura la carta di soggiorno.

Un tentativo di truffa che al 44enne nigeriano che sperava di mettersi in regola per la vita costerà quasi certamente per sempre ogni possibilità di ottenere il tanto sospirato documento che gli avrebbe spalancato la porta per tantissime opportunità, compresa quella della cittadinanza italiana. Attraverso il documento abbandonato dall’amico, infatti, l’uomo, è stato identificato e rintracciato dagli agenti della Squadra volante e denunciato a piede libero per i reati di falso materiale, falsa attestazione di generalità e sostituzione di persona. Praticamente automatico che la questura respingerà la sua domanda per la carta di soggiorno, a cui sembra che l’extracomunitario aspirasse per poter aprire una propria ditta artigiana.

L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi alla scuola media Anna Frank: è lì infatti che solitamente si tengono gli esami per gli stranieri extracomunitari che hanno fatto domanda per il documento: a differenza del permesso di soggiorno, la carta di soggiorno non ha scadenza ed equipara il possessore ai cittadini comunitari. Per ottenerla, oltre a cinque anni di permanenza sul territorio italiano, all’aver pagato le tasse, all’avere la residenza in Italia e un cotto corrente (e tanti altri requisiti da “buon cittadino”), il candidato deve dimostrare di saper parlare e scrivere l’italiano con un livello che sia alemno da quinta elementare. Requisito che il 44enne nigeriano sapeva di non possedere. Ed è per questo che si è rivolto all’amico più bravo di lui e che lo ha sostituito. Ma nessuno dei due sapeva che all’esame sarebbero stati chiesti i documenti e che la scarsa somiglianza sarebbe stata tradita dalla foto presente sulla carta d’identità. (m.d.)

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