Finanza
Sei anni per un licenziamento
Ma un operaio attende ancora la sentenza di primo grado
AGLIANA. Trovarsi a discutere la causa, arrivare al giorno della sentenza e scorprire che, in assenza del giudice del lavoro, tutto è rinviato.
E’ quanto è successo ad un cittadino di Agliana che, licenziato nel 2008, aspetta da 5 anni giustizia.
Una giustizia che doveva farsi viva il 24 ottobre scorso, ma che si dovrà ripresentare il prossimo aprile. Sempre che il tribunale di Pistoia riesca ad ottenere il famoso giudice del lavoro.
«Ormai aspetto – racconta l’operaio di Agliana – cosa devo fare. Volevo scrivere anche al presidente del Tribunale di Pistoia, ma mi sembra tutto inutile».
In effetti quando questo signore licenziato 5 anni ci scrive la situazione era già caotica, ma in pochi ne parlavano. Anche questo, fra tanti, è un mistero. Ci voleva la sollevazione degli avvocati perchè il sindaco di Pistoia scrivesse a Napolitano in qualità di presidente del Consiglio superiore della magistratura.
Ci voleva la lettera di questo signor Luca da Agliana che ad un certo punto, scrivendo al giornale, minacciò: ho deciso di ritirarmi dalla causa. Non ho più soldi da spendere e soprattutto non credo di ottenere giustizia».
La verità è che in una sistema giudiziario, come quello italiano che non funziona, è noto che la giustizia civile è quella più smandrippata, più abbandonata, quella che fa arrabbiare i cittadini. Come il signor Luca che vede la sua casa viaggiare verso i sei anni, e siamo solo al primo grado.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google