Il dolore
Ingiurie e offese, e parte la causa penale
L’avvocato Tesi: «L’ex titolare, incontrato al mercato, ha avuto parole intimidatorie nei suoi confronti»
PISTOIA. Il presidente del tribunale Fabrizio Amato ha ritenute non coerenti le eccezioni della controparte e le prove portate a supporto della loro tesi. Le due avvocatesse dell’azienda, la Ro.Est sas, avevano anche contestato l’ammissibilità dello strumento processuale: il ricorso d’urgenza secondo quanto stabilito dall’articolo 700 del Codice di procedura civile. «Chiedevano - spiega l’avvocato Amoriello - il rito Fornero, che prevede un iter “accelerato” ma poteva discutere solo del licenziamento e portarci all’unico risultato del reintegro. Al contrario, secondo me, questa è una causa di diritto antidiscriminatorio, con un problema di risarcimento del danno non patrimoniale».
E poco dopo il procedimento civile ne è partito anche uno penale. «La Visan - spiega l’avvocato Guido Tesi - ha sporto due querele, nell’ottobre del 2013, per le ripetute ingiurie e frasi intimidatorie pronunciate da Catalin Enache. Lo ha incontrato a Quarrata, in una circostanza era con il compagno e il bambino, al mercato. L’ex datore di lavoro le avrebbe rivolto pesanti offese, assicurandole che da lui non avrebbe ottenuto nulla. In un’occasione avrebbe pronunciato la frase, rivolta a lei e ai suoi familiari: “vi brucerò”. Motivo per cui la ragazza, convinta dai familiari e dal compagno, ha deciso di sporgere querela».
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