Toscana
Il “Turati” è a rischio per i tagli al sociale L’allarme di Cariglia
Il presidente della Fondazione si appella alla Regione e alle altre Rsa toscane: «Più respiro all’iniziativa privata»
GAVINANA. La Fondazione "Filippo Turati” di Gavinana, come le altre Rsa (residenze sociali assistite) della Toscana con le quali Turati ha stretti contatti, mette all'attenzione della sanità pubblica della Regione un problema che rischia di porre in seria difficoltà le strutture preposte all'assistenza dei non autosufficienti. A lanciare l’allarme, con una proposta precisa, è il presidente della Fondazione Turati, Nicola Cariglia. «Insieme ad altre strutture, come questa di Gavinana, stiamo lavorando ad un progetto di livello regionale, progetto che necessita di un occhio di riguardo da parte del potere pubblico. È vero che siamo nel pieno di una stagione di tagli pubblici, anche nel settore della sanità, ed allora occorre sviluppare progetti che diano un maggiore respiro all'iniziativa privata in questo settore, perché rilevo che oggi c'è troppa rigidità, a differenza di ciò che esiste in altre regioni italiane». «C'è da chiarire un concetto di fondo – prosegue Cariglia – per avere assistenza dal pubblico in queste strutture è necessario che le persone interessate siano dichiarate non autosufficienti. Ma questa soglia per ottenere la dichiarazione di non autosufficienza è stata costantemente alzata fino al 2010 e quindi quelli che un tempo erano dichiarati non autosufficienti oggi non lo sono più, ma non perché non lo sono, ma perché non c'è la dichiarazione. Inoltre ci sono altri problemi. Il primo è relativo alle persone che vengono da noi e sono autosufficienti, ma che col passare del tempo diventano non autosufficienti ma non vengono dichiarati o riconosciuti. Che facciamo, dobbiamo provvedere noi?» E non è finita: «Ci sono persone che di fatto sono non autosufficienti, ma la loro situazione non è tale da ottenere il riconoscimento ed essere quindi aiutati dal pubblico. Queste persone molto spesso non hanno un reddito tale che consenta loro di pagare le rette per intero. È un vero problema. Bisognerebbe trovare una soluzione intermedia, ovvero dove non arriva il privato sarebbe necessario che vi fosse un'integrazione da parte del pubblico». La Fondazione Filippo Turati rappresenta un pezzo importante dell'economa della montagna pistoiese, con i suoi 200 degenti e 130 dipendenti è dunque una fonte occupazionale non trascurabile. Abbiamo girato il problema a Oreste Giurlani, presidente dell’Uncem: «In Toscana ci sono molte Rsa (residenza sanitaria assistita) e abbiamo osservato che dove fino a non molto tempo fa c'erano liste di attesa per entrare ora si cominciano a vedere dei vuoti. È un segnale che fa riflettere. Si potrebbe immaginare di usare le Rsa sul territorio, potrebbe essere una prospettiva importante per la montagna».
Sauro Romagnani
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