Il Tirreno

Pistoia

Su sedici Comuni incombe la beffa Imu

di Francesco Albonetti
Su sedici Comuni incombe la beffa Imu

La seconda rata dell’imposta sulla prima casa è stata abolita ma non per tutti: molte famiglie dovranno pagarne una fetta

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PISTOIA. Un pasticcio, una beffa e una sorpresa. Che però questa volta risparmierà, almeno in parte, le tasche dei contribuenti pistoiesi proprietari di case. Parliamo del nuovo decreto governativo sull’Imu prima casa, imposta abolita, ma non del tutto e non per tutti.

Dipende da come si sono comportati i Comuni negli ultimi due anni. Dove i Comuni non hanno aumentato l’aliquota oltre il 4 per mille, i cittadini non dovranno pagare nulla. Il rimborso delle somme non incassate dagli enti locali, infatti, rimarrà interamente a carico dello Stato. In questi comuni a pagare saranno solo i possessori di case considerate di lusso (ville e castelli), per i quali l’aliquota è del 6 per mille. Ma per loro non cambia nulla, la loro Imu, infatti, non era mai stata cancellata.

Discorso diverso, invece, in quei comuni che nel 2013 hanno confermato o alzato le aliquote per le prime abitazioni sopra il 4 per mille. In questo caso, lo Stato parrebbe orientato a rimborsare solo il 60% del mancato gettito, lasciando ai Comuni la responsabilità di far pagare il resto ai cittadini. Questi ultimi si troveranno di fronte a importi da versare comunque piccoli (il 40% della differenza tra l’aliquota base, 4 per mille, e l’aliquota deliberata dal proprio comune). Ma si tratterà comunque di compilare un modello F24, andare in banca o rivolgersi a un professionista o, ancora, a un Caaf.

I Comuni che si trovano in questa situazione sono tanti, circa 2.700. E 129 si trovano in Toscana. I residenti nella provincia di Pistoia hanno poco da sorridere: ci sono dentro quasi tutti i Comuni, sia della parte pistoiese che della Valdnievole. Per quasi tutti le aliquote Imu per il 2013, variano da 4,2 per mille di Massa e Cozzile a 6 di San Marcello.

Pistoia, però, è in una situazione particolare. Non cambierà nulla, fa sapere il vicesindaco e assessore Daniela Belliti, in quanto l’aliquota base nel 2013 è rimasta al 4 per mille per tutte le categorie di prima casa. L’unica eccezione (come si vede nella tabella pubblicata in questa pagina), riguarda le abitazioni signorili, ville, villini e palazzi storici. Per queste case “di lusso”, l’aliquota è saalita al 6 per mille. Ma il taglio dell’ Imu esclude comunque queste categorie, anche nel nuovo decreto del governo. In definitiva, per i proprietari pistoiesi di “belle case” non cambierà nulla, gli altri invece non dovranno pagare la seconda rata. Anche i proprietari di prime case a Quarrata dovranno fare i conti con il versamento di parte della quota Imu. Qui infatti l’aliquota sull’ abitazione principale è del 5,3 per mille. E’ stata ritoccata al rialzo nel giugno scorso, con l’approvazione del bilancio di previsione 2013. Nel 2012 era al 4,5 per mille, comunque superiore all’aliquota base del 4 per mille. L’amministrazione quarratina dunque, entro il 16 gennaio prossimo dovrà chiedere il versamento della quota Imu non coperta dallo Stato. Sicuramente sono giorni di caos per il servizio tributi, alle prese con una normativa in continua evoluzione ma anche con i tempi stretti della riscossione. «Non è ancora chiaro se lo Stato si farà carico del 60% di questo 1,3 per mille e i cittadini del restante 40%, perché dal governo centrale fino ad oggi non è arrivata alcuna disposizione ufficiale. Leggiamo le ultime evoluzioni dal Sole 24 ore – informavano dagli uffici comunali venerdì pomeriggio, prima della giornata di ieri, quando la questione è diventata più chiara – La stessa situazione di massima incertezza – continuano dal palazzo di piazza della Vittoria - l’abbiamo avuta anche per la Tares». Non è finita. Per molti, anche se non per tutti, la data del 16 gennaio 2014 sarà da dimenticare. Quel giorno infatti, oltre a mettersi in regola con la seconda data Imu, arriverà l’acconto della nuova Tasi.

ha collaborato

Beatrice Faragli

Altri servizi alle pag. 2-3

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