Gioco
Intascavano le pensioni dei familiari morti Scoperti dalla Finanza
I due sono stati denunciati per truffa ai danni dello Stato la procura ha sequestrato conti e un’abitazione
PISTOIA. Uno continuava a riscuotere la pensione della madre morta da tre anni, l’altro quella dello zio, anche lui passato a miglior vita, questa volta da due anni. Ma per i due pistoiesi, che complessivamente, truffando lo Stato, si sono messi in tasca più di 53mila euro, alla fine il conto è arrivato. Smascherati dai controlli incrociati sulle banche dati effettuati dalla Guardia di finanza, nei loro confronti non solo è scattata la denuncia a piede libero ma anche il sequestro preventivo “per equivalente”: la procura della Repubblica ha congelato i loro conti correnti e ha messo i sigilli all’abitazione di uno dei due come garanzia che, in caso di condanna definitiva, possano restituire il maltolto attraverso la confisca dei soldi e del bene immobile.
Le indagini sono state portate avanti dai finanziari della Compagnia di Pistoia. «Si tratta di un’indagine – spiega il colonnello Ciro Natale, comandante provinciale delle Fiamme gialle – nata da un’attività di intelligence che sta tuttora proseguendo. In pratica si tratta di analizzare i dati che ci vengono forniti dai vari Comuni relativi ai deceduti ed incrociare i nomi con le varie banche dati a cui abbiamo accesso».
E da tali controlli è emerso che, seppure deceduti, un’anziana donna e un ex dipendente pubblico avevano continuato a riscuotere la pensione per anni. Indagando, i finanzieri della Compagnia hanno scoperto che nel caso della donna era stato il figlio a farlo, dal 2007 al 2009, per un totale di circa 30mila euro, attraverso gli sportelli automatici e mai di persona alle Poste, proprio per non farsi scoprire. Il nipote che intascava la pensione dello zio (lo ha fatto dal 2007 al 2008, per un totale di 23.500 euro) invece si presentava direttamente all’ufficio postale con il libretto in quanto aveva la delega firmata a suo tempo: la sua accortezza era quella di lasciare però sul libretto sempre un centinaio di euro, per non destare sospetti e far sembrare che il conto fosse sempre attivo.
«Un comportamento studiato, da parte di due persone non certamente bisognose, come dimostrano i sequestri operati nei loro confronti in questi giorni» prosegue il colonnello Natale. Il sequestro preventivo è stato richiesto dal pm Luigi Boccia e concesso dal gip del tribunale.
«Evasione fiscale e percezione di denaro pubblico non dovuto – spiega il comandante – rappresentano facce della stessa medaglia, reati particolarmente odiosi in un periodo come questo in cui tanti sono costretti a fare sacrifici. Su 95 controlli effettuati quest’anno su erogazioni sospette, 83 sono risultati fondati. Abbiamo recuperato circa 50mila euro per esenzioni di ticket sanitari, buoni mensa o buoni bebè non dovuti». (m.d.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
