Sicurezza
Dimezzate i dirigenti e assumete operai per la manutenzione
Caserana, lettera del consiglio di frazione: «Il Consorzio investa i nostri contributi per la sicurezza degli argini»
QUARRATA. Una lettera resa nota il giorno precedente le elezioni consortili dal consiglio di frazione di un paese che finisce spesso sott’acqua: Caserana. È rivolta alla cittadinanza e mette “sul banco degli imputati” un Consorzio, l’Ombrone Bisenzio, che confluirà nel Consorzio del Medio Valdarno in base alle direttive della legge regionale 79/2012. Ma il consiglio non pensa tanto alle elezioni e al riassetto futuro dei Consorzi, fa una disamina caustica chiedendo cambiamenti reali. «A ogni operaio - scrive il consiglio di Caserana - corrispondono circa due dirigenti nel Consorzio Ombrone e intanto noi cittadini viviamo in una situazione di perenne emergenza». Il consiglio parla di «spese assurde» sollecitando l’ente ad investire i contributi consortili versati dai residenti nella messa in sicurezza del territorio – come i lavori tampone sull’argine del Calice che ancora non sono stati fatti – invece che in inutili stipendi.
Il gruppo suggerisce inoltre di assumere più operai e meno personale da scrivania. Tra i punti critici evidenziati dal consiglio all’interno del Consorzio Ombrone, c’è «un’esagerata presenza di personale, oltretutto bizzarramente ripartita: 30 dirigenti, a fronte di soli 17 operai. Numeri poco consoni a una realtà che dovrebbe svolgere la manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua. Difficile pensare che possano essere fatti i lavori necessari, quando a ogni operaio corrispondono circa due dirigenti».
«Considerando che il Consorzio contribuisce per il 30% all’importo totale delle opere da realizzare (ad oggi il 60% spetta alla Provincia, il 10% ai Comuni, ndr), sarebbe opportuno auspicare che i fondi raccolti con il tributo vengano utilizzati per tale scopo, anziché disperdersi nel pagamento di stipendi inutili. Pertanto – sottolineano i cittadini del consiglio - ci sentiamo di suggerire di sostituire impiegati e dirigenti in eccesso, con operai che potranno occuparsi del lavoro concreto. Solo così, il consorzio sarà in grado di effettuare quegli interventi per i quali adesso, a suo dire, mancano soldi e personale».
E intanto la situazione degli argini si aggrava ad ogni piena, l’emergenza è diventata «perenne», e «la nausea per gli appelli pieni di ipocrisia alle istituzioni per chiedere i finanziamenti ha raggiunto il picco». I cittadini dicono basta alle richieste continue di sacrifici, con aumenti puntuali di tasse e tariffe, che non sono mai accompagnate dal taglio alle spese assurde, come «ad esempio – spiegano dal consiglio - i 50mila euro spesi nel 2012 dal Consorzio, per software e stampanti».
Alle mancate manutenzioni poi, si aggiunge la beffa: «le responsabilità dei singoli presidenti, direttori e ingegneri vari, lautamente pagati alla fine del mese da noi cittadini, che non emergono mai».
«L’intento di questo breve testo – si legge nella lettera - è far capire agli interessati che i cittadini conoscono la situazione della cattiva gestione di questi enti, ed è meschino che si possa pensare di continuare a speculare sulla sicurezza del territorio e delle persone che lo abitano».
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