Il Tirreno

Pistoia

Indennità negate dall’Inps, cento i ricorsi

Indennità negate dall’Inps, cento i ricorsi

L’allarme degli invalidi civili sugli assegni di accompagnamento e i permessi di lavoro

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PISTOIA. Delle 2500 pratiche ferme nell'ufficio del giudice del lavoro di Pistoia, una parte non trascurabile riguarda i ricorsi presentati dai invalidi o parenti a cui l’Inps ha respinto la richiesta di pensione o accompagnamento. E la lista dei ricorsi ogni giorno si allunga, creando non pochi disagi. A denunciare la grave situazione è Augusto Puddu, vicepresidente dell'Anmic, l’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili di Pistoia. Ammontano a più di cento i ricorsi al giudice del lavoro provenienti dall'associazione da lui presieduta, che è una delle più importanti, ma come fa notare lo stesso Puddu, non è che una tra le tante esistenti sul territorio. «Si tratta per lo più di ricorsi per mancato accoglimento della domanda di pensione o le indennità di accompagnamento da parte dell'Inps – chiarisce Puddu – ma in attesa che le pratiche vengano esaminate i ricorrenti vivono una condizione di grossissimo disagio, sia dal punto di vista economico, sia da quello sociale». L'Associazione nazionale mutilati e invalidi civili rappresenta e tutela gli interessi morali ed economici di una categoria di persone estremamente debole: invalidi civili per l'appunto, in molti casi anziani e portatori di handicap. Il mancato accoglimento delle loro richieste e l'impossibilità di trovare giustizia in tempi accettabili comporta non pochi problemi per le famiglie. «Da un lato bisogna considerare le spese vive che queste famiglie sono costrette a sobbarcarsi, come per esempio quelle relative al pagamento di una badante o di un infermiere a domiciclio – spiega Puddu – dall'altro c'è tutta una serie di problemi per chi deve provvedere da sé all'assistenza di un parente invalido, come ad esempio la difficoltà di vedersi accordati i permessi di lavoro quando vi sono necessità di assistenza particolari». L'intervento del vicepresidente dell'Anmic di Pistoia vorrebbe avere una duplice finalità: «da una parte spererei di sensibilizzare la cittadinanza nei confronti di tutte quelle persone che ogni giorno vengono lasciate sole dalle istituzioni – spiega Puddu – dall'altra vorrei rivolgere un appello a chi di competenza per poter riportare, in tempi brevi, un giudice nella città di Pistoia».

Assenza del giudice del lavoro da un lato, ma anche cordoni della borsa notevolmente ristretti da parte dell’Inps, che da qualche anno è meno propenso ad accordare i 499 euro mensili dell’accompagnamento, anche perché la legge è diventata più restrittiva. Il dato complessivo sulle indennità di accompagnamento accordate in provincia ammonta a 10.105, con una spesa di circa 5 milioni da parte dell’ente previdenziale. Molti meno i permessi di lavoro richiesti dai familiari, quelli previsti dalla legge 104. Quest’anno, dal primo gennaio al 31 ottobre, sono stati per la verità molto pochi: 265 in tutto, 253 dei quali pervenute dai familiari e appena 15 direttamente dai disabili.

m.s. – f.a.

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