Toscana
«Elezioni condizionate dalla nuova inchiesta» Bargellini all’attacco
Dopo la notizia delle indagini sull’alluvione del 21 ottobre il commissario del Consorzio Ombrone convoca la stampa
PISTOIA. Era inevitabile. La notizia – anticipata ieri dal “Tirreno” – di una inchiesta della procura della Repubblica sull’alluvione del 21 ottobre per disastro colposo, è piombata come un masso nello stagno, già di per sé abbastanza turbolento, delle elezioni per le assemblee dei nuovi Consorzi di bonifica, che si svolgeranno domani.
E così, anche se per il momento l’inchiesta è diretta contro ignoti e non c’è quindi nessun iscritto nel registro degli indagati, il commissario dell’attuale Consorzio Ombrone Bisenzio (e candidato in una delle liste per il voto di domani) Paolo Bargellini ha convocato una conferenza stampa per stamani, dove dirà la sua sulla questione. E non è difficile immaginare che voleranno scintille. «Un’inchiesta che arriva a ridosso del voto e rischia di condizionare le elezioni» anticipa lo stesso Bargellini. Del resto l’attuale commissario è stato di recente rinviato a giudizio, sempre con l’accusa di disastro colposo, per i danni prodotti da un’altra alluvione, quella del Natale 2009.
Nel mirino degli inquirenti, questa volta, secondo le indiscrezioni filtrate, vi sarebbero principalmente due aspetti legati agli allagamenti che hanno devastato decine di abitazioni e di aziende, provocando 23 milioni di euro di danni. Il primo riguarda l’esistenza o meno e l’applicazione dei piani di Protezione civile di cui tutti i Comuni, per legge, devono essere dotati.
L’altro aspetto riguarda la verifica degli interventi di prevenzione e dei lavori di manutenzione su argini e corsi d’acqua portati o meno a termine negli anni per impedire eventi come quello di poco più di cinque settimane fa.
Una sensazione diffusa è che la procura pistoiese si sia mossa anticipando gli esposti annunciati da singoli cittadini o comitati che stanno per nascere dopo i danni provocati dall’ultima alluvione. È il caso di Stazione di Montale, dove l’ipotesi del comitato e dell’esposto in procura è stata proposta da alcuni residenti durante un affollato incontro pubblico nella canonica della parrocchia.
Accuse sulla gestione dell’emergenza si sono levate anche da Agliana. Qui il sindaco Eleanna Ciampolini ha difeso l’operato della “sua” Protezione civile e lanciato l’appello di un maggior coordinamento ai livelli “più alti”. Polemiche anche anche a Chiazzano, Badia, Canapale, Valdibrana (colpita sia da allagamenti che da eventi franosi).
L’istituzione del servizio di Protezione civile risale alla legge 225 del 24/02/92, e a livello regionale il servizio è regolamentato dalla legge 67 del 9/12/2003. Ma ad oggi, su 22 Comuni che compongono il mosaico del territorio provinciale, si contano sulle dita di una mano quelli che si sono dotati di un piano di Protezione civile: Pistoia, Agliana, Quarrata, Montale e Piteglio.
Il piano del Comune di Pistoia risale al 2002, ed è stato aggiornato nel 2007, con report annuali inviati in Regione. A posto con la legge anche il secondo Comune della provincia, Quarrata, il più colpito (tranne lo scorso 21 ottobre) dalle piene dei torrenti.
«Quarrata - spiega il sindaco Marco Mazzanti - si è dotata di un piano di emergenza già nella primavera del 2012». A differenza di quanto risulta dai dati aggiornati al 20 settembre del Dipartimento della Protezione civile, riportati ieri dal Tirreno, il primo cittadino precisa dunque che il Comune non è sprovvisto del piano obbligatorio previsto dalla legge numero 100 del 12 luglio 2012.
«È un atto ufficiale che abbiamo adottato e che attiviamo in caso d’emergenza, come abbiamo fatto, ad esempio, per gli eventi del marzo scorso e per quelli di ottobre – spiega Mazzanti – Più in generale, viene attivato in caso di rischio idraulico, idrogeologico (le frane) e sismico. Abbiamo previsto, inoltre, una stanza tra quelle dell’edificio in cui c’è il servizio lavori pubblici, da mettere a disposizione delle associazioni, dei vigili e dei tecnici, in modo da coordinare le operazioni di fronte alle emergenze» conclude il sindaco.
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