Il Tirreno

Pistoia

«È stato mio figlio a dirmi dell’incidente»

«È stato mio figlio a dirmi dell’incidente»

Maria ha saputo della morte del marito dal primogenito Simone, volontario alla Misericordia di Casalguidi

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PISTOIA. «Gli amici e i parenti di Catena, il gruppo del calcetto, il gruppo della camminata della domenica, quello della “tavolata dei 30”... Da ieri sera (martedì, ndr) non faccio altro che rispondere al telefono». La vicinanza dei parenti, e dei tanti amici di Luca Santini la fanno sentire meno sola. Gli occhi azzurri non si concedono il lusso di far scendere lacrime. È fortissima Maria, soprattutto per Simone e Samuele, i due figli di 16 e 13 anni. Nella casa dei suoi genitori, a Casalguidi, poco distante da quella dove vive da15 anni con Luca e i figli, riceve tutti quelli che hanno saputo del tragico incidente in cui, sulla variante di Bonelle, Santini ha perso martedì pomeriggio la vita. Ad avvisarla è stato proprio il figlio primogenito, Simone, volontario nella Misericordia di Casalguidi e Cantagrillo. Informato dagli amici della confraternita, accorsi con un’ambulanza d’emergenza, che nell’incidente era rimasto coinvolto suo babbo.

Luca Santini, 44 anni, nativo di Catena di Quarrata, stava tornando a casa dal lavoro. Era responsabile del magazzino della torrefazione Hausbrandt di Martino Zanetti, nella zona industriale di Sant’Agostino. Gestiva il magazzino e si occupava della contabilità dal 2005. «Un ragazzo d’oro, senza grilli per la testa se non la passione per il podismo», commenta Maurizio Preziotti, agente di rappresentanza e dipendente “anziano” della torrefazione. «In questi casi si dice che se n’è andata una brava persona, nel caso di Luca è davvero così. Mai una parola fuori posto, mai un’alzata di voce. Lo scooter (un Kymco X City, ndr) gli serviva per spostarsi velocemente e sbrigare più commissioni. Lo usava spesso, finché non arrivava l’inverno».

Stava tornando a casa quando, nell’ultimo rettilineo prima che la variante rientri sulla via Montalbano, ha iniziato il sorpasso di due auto, prima una Ford Focus e poi una Toyota Auris. Sulle dinamiche del sinistro sono in corso i rilievi dei carabinieri e della polizia stradale. Santini non è riuscito a rientrare nella propria corsia in tempo per evitare l’impatto con la Rover che viaggiava nella direzione opposta. «I testimoni - spiega Maria - raccontano che si è allargato sulla carreggiata opposta. Stamani (ieri mattina, ndr) i carabinieri sono tornati sulla variante per altri rilievi. Penso che possa aver avuto uno sbandamento...». Santini è stato sbalzato con lo scooter contro la Toyota, per piombare sul parabrezza e passare sopra il tetto dell’auto, finendo poi sul ciglio della strada. Inutili i tentativi di rianimazione del medico del 118, accorso sul posto insieme all’ambulanza d’emergenza della Misericordia di Casalguidi e Cantagrillo. Troppo gravi le lesioni alla testa nonostante il casco.

La procura ha deciso di non far eseguire l’autopsia e ha rilasciato il nulla osta per lo svolgimento dei funerali, che si terranno oggi alle 15 nella chiesa di San Pietro e Paolo a Casalguidi. La salma è esposta da ieri pomeriggio alle cappelle dell’ospedale San Jacopo.

Giocheranno domenica con il lutto al braccio tutte le squadre della Virtus Bottegone, società in cui milita il figlio minore di Santini, da anni dirigente accompagnatore della società.

Maria ricorda la passione del marito per il podismo, e le serate in compagnia degli amici del calcetto. «Tutti i giovedì sera si ritrovavano al Tennis club di Casalguidi. E praticava podismo da quand’era ragazzino. Ogni domenica mattina infilava gli scarponcivi e partiva per l’allenamento». Un allenamento che gli aveva consentito di partecipare a diverse maratone regionali. Era un habituèe della Pistoia -Abetone (riusciva a coprire ormai la distanza dei 30 chilometri sino a San Marcello). E solo domenica scorsa aveva partecipato alla maratona di Firenze, raggiungendo un lusinghiero 37° posto.

Era donatore di sangue per la sezione Fratres della Misericordia di Casalguidi, dove il 14 novembre aveva ricevuto l’attestato per soccorritore di livello base, abilitato all’uso del defibrillatore. «Voleva seguire l’esempio di Simone», racconta Maria.

La morte di Santini ha destato profondo cordoglio anche nel Quarratino. Santini ha vissuto a Catena finché non si è sposato, la sua famiglia ha gestito per molti anni il bar e il negozio di alimentari all’angolo della via Fiorentina, di fronte al ristorante La Bussola. È ricordato a Quarrata per il suo impegno politico nella Dc. Giovanissimo, alla fine degli anni ’90, era stato infatti eletto consigliere comunale nell’allora giunta “anomala” Dc-Pci che governò il Comune per 5 anni.

Tiziana Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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