Sicurezza
Breda, un altro no a Finmeccanica
Sciopero di un’ora contro la divisione dell’azienda. Il 5 vertice tra sindacati e holding pubblica
PISTOIA. Hanno incrociato le braccia per un’ora, dalle 10 alle 11, per ripetere ad alta voce il “no” allo “spacchettamento” dell’azienda e chiedere l’intervento, finalmente chiaro e incisivo, del presidente del consiglio Enrico Letta.
Nuovo sciopero, ieri mattina, all’AnsaldoBreda, indetto da Fim, Fiom, Uilm e Ugl. «Sarà il primo di una serie di iniziative, a livello locale e nazionale – sottolinea Gianluca Zanetti, delegato Fiom della Rsu di via Ciliegiole – perché questa volta ne va della sopravvivenza dell’azienda».
Sul tavolo c’è il progetto di Finmeccanica, sempre più definito nei suoi particolari. Primo, fare dell’attuale azienda una “bad company” riversandovi dentro i debiti e le commesse incagliate (vedi ad esempio quella per i treni V250 in Olanda e Belgio) nonché i siti produttivi destinati prima o poi a chiudere, cioé Palermo e Reggio Calabria. Secondo, creare una nuova società (che per ora ha solo un nome, Inmove) dove concentrare le attività più redditizie (come i treni ad alta velocità e le metropolitane) e i siti produttivi principali, Napoli e Pistoia, magari dimagriti di una sessantina di posti di lavoro a testa. E, terzo, piazzare sul mercato questa nuova società, cercando un possibile acquirente, verosimilmente estero.
«Un’operazione sbagliata – dice ancora Zanetti – per chi resta nella bad company e non avrà futuro, visto che gli ammortizzatori sociali sono esauriti. Ma anche per chi entra nella nuova azienda, che avrebbe dimensioni di circa mille dipendenti, cioè troppo piccola per rappresentare un soggetto credibile nel mercato internazionale. Si pensi che la spagnola Caf, che è sempre stata presa come paragone di un’azienda dalla “taglia” simile alla Breda, conta 4.500 dipendenti. No, congegnata così, questa operazione serve solo per svendere AnsaldoBreda».
Di qui la richiesta fondamentale dei sindacati: Enrico Letta li convochi al più presto, per affrontare il tema del futuro del settore ferroviario in Italia. Proprio Letta, sì, perché il governo, secondo le dichiarazioni del ministro Zanonato proprio a Pistoia, sembra avere una linea diversa da quella di Finmeccanica. Lo stesso Letta, parlando in tv a “Che tempo che fa”, evocò l’ipotesi della creazione di un polo nazionale dei trasporti. Non è un caso che anche il sindaco Bertinelli stia cercando di incontrare il presidente del consiglio, proprio per parlargli della situazione di AnsaldoBreda.
Ma bisogna fare presto, perché i tempi incalzano: il 3 dicembre la holding pubblica ha convocato a Roma i sindacati nazionali per un incontro che potrebbe essere decisivo. Il 15 si riunirà il consiglio di amministrazione presieduto da Alessandro Pansa.
Dopo l’intervento di Zanetti, ieri mattina i lavoratori riuniti per il presidio in portineria hanno ascoltato le parole di appoggio alla loro lotta delle due segretarie provinciali di Cisl e Cgil, rispettivamente Patrizia Pellegatti e Gessica Beneforti.
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