Il Tirreno

Pistoia

Muore nello scontro frontale a 44 anni

di Massimo Donati

Tragico sorpasso sulla variante: Luca Santini, operaio Breda, stava tornando a casa in scooter dalla moglie e dai figli

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CASALGUIDI. Stava tornando a casa, dalla moglie e dai figli, dopo la giornata passata al lavoro, alla Breda. Forse a tradirlo è stata la troppa fretta di arrivare: in sella al suo “scooterone”, stava percorrendo la variante di Bonelle quando ha azzardato un sorpasso di troppo. Lo scontro frontale con la Rover che stava sopraggiungendo dalla direzione opposta è stato violentissimo. Sbalzato in aria, Luca Santini, 44 anni, è stato scaraventato contro l’auto che aveva appena superato e travolto nuovamente, per poi piombare esanime sul ciglio erboso della strada. Erano da poco passate le sei e un quarto di ieri pomeriggio. Inutile ogni tentativo di soccorso. L’uomo è morto sul colpo.

Luca Santini, che fino a qualche anno fa aveva gestito un bar a Catena di Quarrata, abitava a Casalguidi in via del Chiassetto, con la moglie e i figli di 16 e di 8 anni. Tra l’altro il figlio maggiore, Simone, è diventato da poco volontario della Misericordia di Casalguidi e Cantagrillo, la stessa associazione che ha inviato sul luogo dell’incidente un’ambulanza nel disperato tentativo di soccorso. E anche Luca aveva manifestato la volontà di seguire a breve la sua stessa strada, anche in memoria del suocero morto un paio di anni fa, Silvano Landini, storico volontario della Misericordia della frazione serravallina.

Come detto, la tragedia è stata causata da un sorpasso azzardato. Luca Santini era in sella al suo “Kymko X City” e nell’ultimo rettilineo prima che la variante rientri nella via Montalbano ha iniziato il sorpasso di due auto, prima una Ford Focus e poi una Toyota Auris. Ma ha calcolato male i tempi e non è riuscito a rientrare nella propria corsia in tempo per evitare lo schianto con la Rover che arrivava dalla direzione di marcia opposta.

«Mi è passato accanto, poi ho sentito il colpo – racconta Federico, 21 anni, che alla guida della sua Focus stava tornando a casa dal lavoro – La Rover poi è passata a due centimetri dalla mia fiancata ed è andata a fermarsi laggiù, contro il guard-rail. Sono sceso immediatamente, non me ne sono nemmeno reso conto che avevo già il cellulare in mano e stavo chiamando i soccorsi. Mi sono precipitato davanti all’altra auto, dove c’era lo scooter, completamente distrutto. Ma, con il buio, non riuscivamo a trovare chi c’era sopra. Solo quando sono ritornato indietro, verso la mia auto, ho visto il corpo là sul ciglio della strada».

Dopo l’impatto frontale, il 44enne operaio della Breda era stato infatti scaraventato con lo scooter contro la Toyota, per poi piombare contro il parabrezza e passare sopra il tetto dell’auto prima di finire a terra.

Dato l’allarme, sul posto è accorsa l’ambulanza Asa della Misericordia di Casalguidi e Cantagrillo, assieme all’automedica. Inutile ogni tentativo di rianimazione da parte dei soccorritori, gravissime le lesioni subite alla testa nonostante il casco. Sul luogo dell’incidente sono arrivati quindi i carabinieri della locale Stazione e del Radiomobile, che, alla luce dei riflettori dei vigili del fuoco, hanno effettuato i rilievi di legge per ricostruire la dinamica dell’agghiacciante incidente.

Dei conducenti delle due auto coinvolte, solo quello della Rover è stato accompagnato all’ospedale, soprattutto a causa dello choc. Illeso l’uomo che era al volante della Toyota: «Non mi sono nemmeno reso conto di quello che è successo – racconta mentre tenta di recuperare i suoi oggetti personali dall’abitacolo – Io sto bene, per fortuna non c’era nessuno insieme a me. L’altra auto l’ha preso in pieno e lui è rimbalzato su di me. Me lo sono visto venire addosso, no ho potuto fare nulla».

Arrivato il nulla osta della procura, la salma è stata trasportata all’obitorio.

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