Sicurezza
Claudia e la beffa dell’accompagnamento negato
Pistoia: Giuseppe Campanaro protesta simbolicamente davanti all’Inps coi manifesti mortuari della figlia deceduta a 19 anni per una rara malattia
PISTOIA. Alla fine, purtroppo, Giuseppe Campanaro ha dovuto onorare la promessa fatta al presidente della commissione Inps di Pistoia. «Se mia figlia muore - gli aveva detto in seguito a una crisi fisica di Claudia - vengo a attaccare il manifesto funebre sotto al suo ufficio». E così ha fatto martedì pomeriggio.
Prima di andare alle cappelle del commiato di Pistoia per vegliare la figlia deceduta a 19 anni per una rara malattia, è passato dall’Inps ed ha attaccato sul muro dell'edificio i manifesti con l’annuncio della morte di Claudia. «Quella promessa – racconta – gliel’avevo fatta la prima volta che mia figlia è finita in terapia intensiva. Il presidente della commissione che le ha tolto quell’unica indennità che aveva, nonostante lei fosse assolutamente inabile al lavoro e presentasse una condizione fisica già molto critica, ha saputo solo dirmi che se uno sbaglio era stato commesso sarebbe stato rivisto in caso di ricorso e che mi sarebbero arrivati tutti gli arretrati. Questi medici – accusa Campanaro – non sanno fare il loro lavoro. Mia figlia è stata giudicata invalida civile al 100% e inabile al lavoro al 100%, ma l’accompagnamento le è stato ugualmente tolto. Nessuno però mi ha mai saputo dire perché. Ho fatto ricorso ed è stato stabilito che Claudia doveva fare un’altra visita, così come poi ha fatto. Era il 12 luglio scorso: ancora stiamo aspettando una risposta dal giudice, che non c’è».
La battaglia per vedere riconosciuti quelli che per la famiglia Campanaro sono diritti primari, è durata quasi due anni: i peggiori per la ragazza diciannovenne morta lunedì pomeriggio, in seguito alle complicazioni legate alla malattia rara di cui soffriva dalla nascita. «Abbiamo scoperto della sindrome quasi subito, quando Claudia è nata. Nel 1998 - racconta il padre - l’Inps ci ha riconosciuto l’accompagnamento. Poi, quando mia figlia ha compiuto 18 anni, è arrivata una lettera in cui non veniva riconfermata questa indennità. Da lì purtroppo Claudia ha cominciato a peggiorare. Fino ad allora infatti si era mantenuta su un peso accettabile. Poi ha avuto una crescita enorme, di circa 60 chili, in poco tempo. Oggi (ieri, ndr) vado da questi medici con il manifesto funebre di mia figlia per rispettare una promessa. Voglio andare dove lei ha fatto le visite e dove hanno sbagliato tutto». (b.f.-f.a.)
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