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Cis, gestione privata per altri tre anni

Cis, gestione privata per altri tre anni

Il presidente del Cda spiega in consiglio comunale: «Decisione presa per salvaguardare gli stipendi»

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MONTALE. Dal 2011 ad oggi il Cda del Cis ha incontrato il consiglio comunale solo quattro volte. I rappresentanti di maggioranza e opposizione si sono lamentati nel consiglio di lunedì, a cui ha partecipato anche il presidente del Cda Edoardo Franceschi, per una mancanza di comunicazione con i vertici dell’azienda. Una carenza che già a fine ottobre era stata sottolineata da Maurizio Giandonati, consigliere di maggioranza, che esprimeva gli stessi disagi per il comitato di controllo dell’inceneritore, di cui è presidente.

«I rapporti con il Cis sono molto cambiati negli ultimi anni. – ha dichiarato l’assessore all’ambiente Lisa Taiti – Come amministrazione abbiamo sempre cercato un confronto su ciò che riguardava i piani finanziari dell’azienda, non approvando quelli che ci sembravano poco adeguati per la raccolta differenziata».

Il presidente Franceschi ha ricordato come nell’ambito dell’Ato Toscana Centro, il Cis sia stata l’unica azienda ad aver raggiunto il 100% di differenziata in soli 18 mesi e questo grazie anche alla recente estensione della raccolta al comune di Quarrata. Ma al di là dei risultati conseguiti con il porta a porta, restano ancora numerosi dubbi.

Il consigliere di maggioranza Alberto Fedi è tornato, dopo un intervento pubblicato sul Tirreno, sulla questione della gestione dell’impianto. Perché l’azienda l’avrebbe concessa a terzi rinunciando a una gestione diretta? E perché proprio alla società Ladurner, che aveva già avuto in passato rapporti col Cis?

Franceschi ha ribadito che la decisione non è stata presa per una carenza di responsabilità, ma per non mettere a rischio gli stipendi dei dipendenti. L’azienda, infatti, è ancora in attesa di riscuotere i certificati verdi del 2012, che probabilmente riceverà solo all’inizio del 2014.

Sull’assegnazione della gestione alla Ladurner, il presidente ha precisato che la società non ha ottenuto l’incarico attraverso un canale privilegiato, ma per mezzo di un bando di gara a cui hanno partecipato molte altre aziende di livello nazionale. La gestione sarà per tre anni, alla scadenza dei quali tornerà nelle mani del Cis. «La nostra azienda, in qualità di proprietaria dell’impianto, ha anche chiesto alla Provincia il riconoscimento dell’Aia, l’autorizzazione di impatto ambientale, che però ci è stata negata», ha dichiarato Franceschi.

Tra le osservazioni presentate dal consigliere Fedi, ce n’è stata una relativa alle tariffe d’accesso all’impianto. Se nel 2011 erano di 120 euro a tonnellata e negli ultimi due anni di 105 euro, il prezzo sembra destinato a salire. Lo stesso Franceschi ha confermato un aumento superiore agli anni appena trascorsi , impegnandosi però a non appesantire ulteriormente la nuova tassa sui rifiuti. «Il prezzo d’accesso all’impianto, per una delibera del Cda, sarà unico sia per i tre comuni della Piana che per tutti gli altri», ha affermato il presidente del Cis. Il consigliere del centrosinistra Emanuele Logli ha anche lamentato una mancanza di trasparenza nei bilanci dell’azienda che, a suo dire, non sono abbastanza accessibili, né tantomeno chiari per chi si apprestasse a leggerli senza essere in possesso di un minimo di preparazione.

Massimo Vitulano

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