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Pistoia

Donne in rosso contro la violenza

Donne in rosso contro la violenza

“Non toccare mia sorella” il titolo del flash mob in piazza del Duomo

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PISTOIA. Si è vestita di rosso, ieri sera, piazza del Duomo, accogliendo le decine e decine di donne (ma c’era anche qualche uomo) che hanno animato il “flash mob” organizzato dalla “Rete 13 febbraio” contro il femminicidio e la violenza sulle donne in generale. Rosso il lungo tappeto posato sul selciato della piazza, dove le partecipanti alla manifestazione si sono sedute; rosse le sciarpe che tante di loro avevano al collo; rossi i palloncini che ogni partecipante alla manifestazione aveva in mano; rosso, infine, il colore delle luci di Palazzo di Giano, per celebrare la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. “Donty’touch my sister”, non toccare mia sorella, il titolo scelto per l’iniziativa.

Molte delle partecipanti sono scese in piazza dopo aver preso parte alla giornata di studio organizzata al Palazzo dei vescovi, dal titolo “Contrastare il femminicidio: nuovi strumenti, nuove prospettive”. Un convegno al quale hanno offerto contributi importanti il presidente del tribunale Fabrizio Amato, il sostituto procuratore Claudio Curreli, il capo della squadra mobile Antonio Fusco, la funzionaria dei servizi sociali del Comune Federica Taddei, lo psicologo Riccardo Puccini, la psicologa Stella Cutini, la criminologa Silvia Calzolari.

Sul tema della violenza di genere e della lotta al femminicidio è intervenuto anche il sindaco Samuele Bertinelli. «La lotta contro gli stereotipi di genere – si legge nella nota diffusa dall’ufficio stampa – l'affermazione della parità tra donne e uomini nel lavoro e nella società, il superamento di ogni forma di discriminazione, così come indicato nell'articolo 3 della nostra Costituzione, fanno parte di una vera e propria battaglia culturale che sola può erodere la matrice autoritaria, propria della violenza di genere».

Impressionanti le cifre, riportate dall’intervento del primo cittadino, sul fenomeno: dal 2009 al 2013 in Toscana sono state 8.218 le donne che si sono rivolte ai Centri antiviolenza, e 28 le vittime di femminicidio. «Dati drammatici – commenta Bertinelli – di cui anche Pistoia è responsabile con la morte di Beatrice Ballerini e con l'aggressione brutale di un'altra donna tuttora ricoverata in ospedale per le gravi fratture subite dalle violenze del marito... Il 25 novembre vuole dunque non soltanto ricordare a tutti la tragedia di tante, troppe donne, ma anche informare e diffondere consapevolezza nell'intera comunità, per iniziare a prevenire questa brutale e ripugnante violenza, riconoscendone in tempo i sintomi».

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