Il dolore
Una casa per mamme in difficoltà
Inaugurata ad Agliana la struttura intitolata alla maestra Ivana Bardi
AGLIANA. Ci sono tante persone in via Trieste, ad Agliana, nel pomeriggio di sabato. Parlano e si salutano, mentre affollano il cortile e le stanze della Casa di Accoglienza “Ivana Bardi”. Un costante viavai per visitare i locali al primo piano, un ampio appartamento completamente ristrutturato ed arredato: tre camere da letto, due bagni, uno studio, una cucina ed una sala da pranzo per accogliere donne in difficoltà e i loro figli. Ci sono anche i ragazzi del doposcuola, le loro famiglie, le autorità cittadine. «Indirizzare in un certo modo le risorse della parrocchia mette in evidenza l’importanza che diamo ad alcune scelte rispetto ad altre – ha spiegato Don Paolo Tofani – In questi anni abbiamo privilegiato alcuni servizi, tra cui il doposcuola per i ragazzi e l’insegnamento dell’italiano agli stranieri». Tutto questo, ha aggiunto Don Paolo, «è stato possibile grazie all’impegno di molti volontari e della nostra comunità».
«Amate questa casa», ha esortato prima della benedizione il vescovo Mansueto Bianchi: «Due debolezze, quelle di donne e bambini che hanno bisogno di accoglienza, richiedono una doppia dose di amore. Amore che si fa dedizione e servizio. La comunità cristiana e quella civile devono accompagnare questa casa con amore».
Questo, ha spiegato la coordinatrice dell’associazione PortAperta, Francesca Meoni, «è un progetto della comunità. Sarà una casa aperta e darà risposte a situazioni che non riescono ad essere inserite nei percorsi ufficiali».
«Saremo al vostro fianco e vi sosterremo», ha aggiunto il sindaco Eleanna Ciampolini. Ivano Paci, presidente della Fondazione Caripit (che ha contribuito al progetto con il fondo Cei Otto per Mille) ha sottolineato che «questa è un’importante realtà che si aggiunge alle altre che la comunità è riuscita a costruire».
Tommaso Artioli
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