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Pistoia

Spendono troppo per i pazienti: Roma bacchetta le farmacie

Spendono troppo per i pazienti: Roma bacchetta le farmacie

Sospesa Federfarma provinciale. La presidente Palandri «La nostra sperimentazione è all’avanguardia in Italia»

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PISTOIA. La Federfarma di Pistoia, il sindacato che riunisce tutte le farmacie della provincia, è stata sospesa dal sindacato regionale e nazionale fino al 13 marzo 2014. Il motivo di questa grave decisione, presa in prima istanza da Urto Far Toscana e poi dai dirigenti nazionali, è da ricercare nella sperimentazione che la Federfarma di Pistoia sta portando avanti insieme all’Asl 3, ritenuta troppo costosa. Sandra Palandri, presidente dei farmacisti pistoiesi e titolare della farmacia di Lamporecchio, non ci sta e difende a spada tratta il progetto, denominato “pharmaceutical care”.

«In questo periodo di crisi e nonostante la generale diminuzione del lavoro– spiega la dottoressa Palandri – la farmacia pistoiese si è resa disponibile con la propria Asl per un progetto sperimentale innovativo, che prevede la possibilità di seguire alcuni pazienti, partendo da quelli affetti da Bpco e Parkinson, nel monitoraggio della terapia prescritta dal medico, aiutandoli a conoscere le proprie patologie e i medicinali che assumono, chiarendo eventuali dubbi o rilevando difficoltà nella cura da segnalare prontamente al proprio medico».

«Infatti – prosegue la farmacista – da molti studi risulta che 7 pazienti anziani su 10 non sono aderenti alla terapia, e questo comporta un maggior rischio di ricadute, necessità di ricoveri ospedalieri, visite specialistiche, perdita dei giorni di lavoro. Invece l'intervento strutturato del farmacista, in stretta collaborazione con gli altri operatori sanitari, aiuta il paziente a vivere meglio e ammalarsi di meno, producendo efficienza nel sistema». Insomma, secondo la Federmarma di Pistoia, ma il progetto ha trovato il pieno accoglimento dell’Asl e della Provincia, questa sperimentazione consente un buon risparmio per il sistema sanitario nazionale, quindi alla lunga arreca benefici anche alla stessa categoria dei farmacisti. «Invece - sottolinea Sandra Palandri – il sindacato regionale ha ritenuto che la modalità di consegna dei farmaci, attraverso la dispensazione per conto, comportasse minori guadagni, quindi una perdita secca per il sistema delle farmacie.

È vero che in un primo tempo il paziente non paga, in compenso però la farmacia si tiene il paziente». Palandri tiene a sottolineare che «Federfarma Pistoia non è nuova ad esperienze del genere: lo scorso anno aveva sperimentato, insieme ad altre tre provincie (Brescia, Torino, Treviso) un altro servizio professionale, da anni fornito dai farmacisti inglesi e rivolto ai pazienti asmatici, ottenendo risultati incoraggianti. Di qui ci è venuta l'idea di proseguire in questo percorso di rinnovamento nel quale sono coinvolte tutte le farmacie pistoiesi. Purtroppo questa linea sindacale non è stata condivisa né accettata dal resto del sindacato regionale, che legge l'innovazione ed il cambiamento come il rischio di perdere posizioni acquisite nel passato.

Noi invece crediamo che l'istituto della farmacia di comunità, capillarmente diffusa e universalmente riconosciuta nella sua funzione socio-sanitaria, possa offrire servizi qualificati oltre alla normale dispensazione del farmaco, integrandosi nel nuovo assetto della sanità sul territorio che in questo periodo viene ridisegnata, in collegamento con le case della salute che rischiano di accentrare troppo certi servizi, e in rete con gli operatori sanitari che dall'ospedale prendono in carico e gestiscono il paziente cronico». Federmarma ha fatto ricorso al collegio dei proibivi, ma ha ottenuto solo uno sgravio della sospensione da un anno a sei mesi.

Francesco Albonetti

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