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Inceneritore, tempi certi per la chiusura

Inceneritore, tempi certi per la chiusura

Benesperi (Forza Italia): ed Agliana manco ha chiesto il risarcimento per i danni ambientali

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AGLIANA. «Tempi certi per la riconversione dell’impianto e più chiarezza da parte delle autorità preposte alla tutela della salute pubblica».

È questa la posizione di Luca Benesperi (Forza Italia), che interviene sui temi dei rifiuti e dell’impianto di Montale: «Il nostro territorio è stato avvelenato per 30 anni dall’inceneritore e, oltre ai fumi e le ceneri tossiche, continuiamo a sopportare una tariffa altissima. Le colpe delle amministrazioni di sinistra del recente passato - prosegue il consigliere di opposizione che ha appena aderito a Forza Italia - sono molteplici, a partire da una concezione della politica ambientale tutta incentrata sull’incenerimento: per anni parlare di raccolta differenziata è stato un tabù. A questo si aggiunga la mancata richiesta del ristoro dei danni ambientali che ci sarebbe spettato di diritto come avvenuto in molti altri Comuni che vedono impianti analoghi insistere sul proprio territorio».

Un'altra colpa che Benesperi imputa alle amministrazioni di sinistra è quella «di non essersi battute all’interno del Consiglio dell’Ato affinché si alleggerisse la tariffa per i cittadini di Agliana, Montale e Quarrata a scapito degli altri 72 comuni che vengono a bruciare da noi».

Da una relazione di Arpat Firenze del 2010, spiega Benesperi, «emerge come il Sistema di monitoraggio continuo delle emissioni (Smce) dell’impianto di Montale sia non affidabile e abbisogni di una revisione, manutenzione, integrazione o adeguamento da imporre con una necessaria diffida a cura della Provincia di Pistoia».

Ad oggi, per l’esponente di Forza Italia, «la risposta fornita da Arpat Pistoia non sembra superare tali criticità. Con la raccolta differenziata spinta – conclude- è dimostrato che dell’inceneritore si può fare a meno; speriamo così che la sua riconversione o chiusura appaia sempre più vicina. La popolazione ha pagato già un prezzo troppo salato in termini sanitari ed economici».

Tommaso Artioli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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