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Pistoia

Affitti troppo alti alle Rsa: stop alla privatizzazione

Affitti troppo alti alle Rsa: stop alla privatizzazione

Le coop regionali scrivono al governatore Rossi e l’Asl decide di mettere mano al capitolato per le Residenze per anziani. Ai privati anche il Villone Puccini

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PISTOIA. Canoni di affitto troppo alti, impossibilità di sfruttare i locali interni delle Residenze sanitarie assistite per attività socio sanitarie di tipo privato, necessità di risorse ingenti per la messa a norma impiantistica di alcuni edifici.

Sono questi i motivi che hanno spinto l’Associazione di settore delle cooperative sociali, la Confcooperative e la Legacoop a inviare una mail a tutti i responsabili della sanità pubblica regionale, dal governatore Enrico Rossi all’assessore regionale alla sanità Luigi Marroni, ai sindaci dove sono presenti le Rsa, chiedendo una revisione del bando di gara con cui l’Asl 3 affida in concessione sette strutture sanitarie, di cui cinque già gestite da privati (l’Hospice di Spicchio, il centro diurno Stella a Monsummano, Bonelle, Le Lame di Agliana, Villa Serena a San Marcello) e due attualmente a gestione mista (Cantagrillo e la storica Rsa pistoiese del Villone Puccini, che ospita 80 pazienti, di cui alcuni con gravi patologie).

Il rischio, scrivono le coop regionali, «è quello di un’infiltrazione nel tessuto sociale ed imprenditoriale di soggetti che operano secondo logiche diverse da quelle della compatibilità economica delle gestione commisurata alla qualità dei servizi, con ciò che ne può conseguire per i diritti dei lavoratori occupati e per la qualità del servizio reso agli utenti e alle loro famiglie».

Il bando, emesso a luglio dall’Estav scadeva il 18 settembre. La direzione pistoiese Asl ha deciso di chiederne la proroga i termini fino al 2 ottobre e poi ancora fino al 30 ottobre. Il 28 ottobre Estav ha deciso per l’annullamento. Uno “Stop and go”, come l’ha definito il direttore amministrativo della Asl 3 Luca Cei alle organizzazioni sindacali per prendersi il tempo necessario a rivedere i punti contestati del capitolato.

La notizia dell’affidamento a privati del Villon Puccini aveva destato molta sorpresa a giugno, ma Cei aveva specificato che non si trattata di «un’operazione volta al risparmio. Come Asl - spiegava - andremo a pagare interamente la quota sanitaria. Ci consente, in un’ottica di riorganizzazione complessiva, di impiegare il nostro personale nel nuovo ospedale e nelle cure intermedie, con 24 posti letto, di cui 12 nel nuovo ospedale e 12 nei presìdi territoriali». La questione occupazionale è stata oggetto di una grossa trattativa con i sindacati, che hanno chiesto di occupare il personale dell’Azienda in nuovi servizi, e di garantire l’impiego agli altri lavoratori anche con la nuova gestione.

Il capitolato introduceva alcune novità sostanziali rispetto agli appalti precedenti, che riguardavano la sola gestione interna: in pratica le coop disponevano il personale, mentre l’Asl pagava l’affitto, i materiali, i farmaci, gli ausili, la manutenzione. In quello emesso a luglio l’Asl 3 chiedeva un canone mensile comprensivo dell’affitto, delle utenze, della manutenzione ordinaria e dell’ammortamento degli arredi. Il canone mensile era stato rivisto al ribasso del 10% rispetto alla prima bozza: si chiedevano 400mila euro annui (33 mila euro al mese circa) per il Villone Puccinbi, 160mila per Spicchio, 170mila per Cantagrillo, 150mila per Bonelle, 115mila per Villa Serena, 255mila per la Rsa Stella, 173mila per Le Lame.

Canoni, secondo le Coop regionali, ancora eccessivamente pretenziosi.

Tiziana Gori

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