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Pistoia

Legno Rosso, gestione sotto indagine

Legno Rosso, gestione sotto indagine

La procura ipotizza il reato di truffa aggravata nei confronti del Comune. Perquisizione e sequestri dei carabinieri

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PISTOIA. Inchiesta della procura della Repubblica sulla gestione degli impianti sportivi del Legno Rosso. Il reato ipotizzato dal pm Luigi Boccia, che coordina le indagini, è quello di truffa aggravata nei confronti del Comune di Pistoia, proprietario della struttura.

Ieri mattina i carabinieri del comando provinciale si sono presentati nella sede della Polisportiva Legno Rosso, che gestisce gli inpianti di Capostrada, con un mandato di perquisizione alla mano, mentre, contemporaneamente, venivano messi sotto sequestro cautelare preventivo il conto corrente bancario della società e quelli delle persone attualmente indagate (sembra almeno un paio): complessivamente una cifra che si aggira attorno ai 200mila euro.

Computer e documenti cartacei sono stati sequestrati sia negli uffici della società sportiva che negli studi di professionisti che per motivi di lavoro si occupano della normale contabilità della stessa. Perquisite anche alcune abitazioni private. Il sequestro dei conti correnti deciso dal pm Boccia è un provvedimento cautelare in vista dei risarcimenti che sarebbero disposti in seguito ad un’eventuale condanna definitiva: in quel caso scatterebbe la confisca dei beni sequestrati preventivamente, così come stabilito dall'articolo 12 sexies della legge 306 del 1992.

Per consentire comunque a tutte le attività sportive che quotidianamente si svolgono nell’impianto di Capostrada di proseguire regolarmente, la procura ha comunque disposto che il conto corrente della polisportiva possa essere utilizzato a tale scopo nonostante il sequestro cautelare.

Adesso le indagini proseguiranno attraverso l’esame di tutta la documentazione sequestrata durante le perquisizioni: obiettivo principale degli inquirenti valutare se sia stata rispettata o meno la convenzione stipulata con il Comune, nello specifico in relazione a quegli introiti derivanti dalle varie attività che la Polisportiva avrebbe dovuto versare all’amministrazione comunale.

La notizia dell’inchiesta sulla gestione del Legno Rosso è di quelle destinate a suscitare clamore in città. L’impianto di Capostrada è infatti tra i più conosciuti e frequentati: ogni giorno centinaia di ragazzi svolgono diverse attività sportive, anche perché il Legno Rosso è l’unica struttura polisportiva esistente.

La proprietà è del Comune, mentre la gestione è affidata alla Polisportiva Legno Rosso, che nel 2005 vinse la gara indetta dall’amministrazione per la gestione e il miglioramento del centro sportivo. I rapporti tra Comune e Polisportiva sono regolati da una convenzione firmata nel maggio 2005 e valida fino alla fine di quest’anno. In realtà la Polisportiva gestisce gli impianti già dal 2000, non grazie ad una gara ma a successive convenzioni annuali stipulate con la Circoscrizione 3.

La convenzione del 2005 stabilisce i reciproci obblighi dei gestori e del Comune. L’idea era quella di sfruttare la gestione privata, più agile, per avere risultati migliori e un miglioramento complessivo degli impianti. Di fatto, i rapporti tra Palazzo di Giano e i gestori finirono nell’occhio del ciclone tra 2010 e 2011, quando l’amministrazione comunale venne accusata di avere un occhio di eccessivo riguardo verso la Polisportiva e di non effettuare i necessari controlli sulla gestione. A scatenare la polemica fu la scoperta che la Polisportiva aveva omesso dei versamenti (per gli anni dal 2005 al 2009) per un totale di oltre 80.000 euro, poi debitamente restituiti.

Tutta la materia fu addirittura passata al vaglio da una commissione speciale appositamente creata, che terminò i suoi lavori nel luglio 2011, con una relazione piena di appunti critici verso i “favoritismi” dell’amministrazione.

In particolare, una delibera di giunta comunale del marzo 2006 venne indicata come di dubbia legittimità, perché – tra l’altro – riscriveva le condizioni della convenzione rispetto a quelle indicate nella gara d’appalto.

In quello stesso periodo emersero anche diversi abusi edilizi compiuti nell’area (ma non attribuibili, questi ultimi, alla Polisportiva), in particolare per il cosiddetto “punto ristoro”, che col tempo era cresciuto fino a diventare un vero e proprio ristorante pizzeria, tra l’altro molto frequentato sia da chi andava a fare sport al Legno Rosso, sia da pistoiesi attratti dalla qualità dei piatti e dai prezzi convenienti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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