Il dolore
Cosima è alla ricerca della sua vera mamma pistoiese
Fiorentina di 45 anni fu abbandonata e poi adottata da una nuova famiglia. «Ma ho capito che fu un atto d’amore»
Tutti la conoscono come Daniela Rossi, ma il suo nome vero è Cosima Deri. Neppure lei lo sapeva fino a pochi anni fa, quando ha deciso di cominciare ad indagare per conoscere la sua vera mamma. Fiorentina di 45 anni, separata, tuttora abita a Firenze col figlio diciassettenne. Ma c’è un motivo profondo che la lega a Pistoia: «Dalle notizie che sono riuscito a reperire – racconta Daniela – pur tra mille difficoltà perché in questi casi ci sono dei veti di privacy imposti dal Tribunale dei minori, la mia mamma è di pistoiese, o per lo meno viveva a Pistoia quando mi dette alla luce, nel reparto maternità dell’ospedale di Careggi, il 18 maggio 1968. Poi mi ha lasciato all'Istituto degl'Innocenti che mi dette in adozione a una nuova famiglia. Sembra un abbandono ma il suo gesto fu nobile: non poteva offrirmi una vita migliore». Dall’incrocio fra la cartella clinica e il certificato di battesimo («rubato a casa dei miei perché sono stati molto reticenti sul mio passato», ci confessa Daniela), è riuscita a sapere di chiamarsi Cosima Deri e di essere la terza figlia di quella donna di Pistoia: «Mia madre aveva 35 anni, mio padre 32. Lei era vedova ed aveva avuto due figli dal matrimonio. Io quasi sicuramente sono il frutto di una relazione successiva, quando mio padre era già morto, avuta con un altro uomo sposato». Solo nel 2010, dopo la traumatica separazione col marito, Daniela si è decisa di andare a scoprire le sue origini. «Era il 18 maggio, il giorno del mio compleanno. Per la prima volta ho avuto come la percezione che forse in quello stesso momento la mia vera mamma si stava chiedendo dove fossi, ricordandosi del compleanno. Vorrei vederla almeno una volta per ringraziarla, ma mi rendo che è molto dura la strada. Comunque da quel giorno mi sono iscritta ai gruppi dei figli adottivi che cercano i loro genitori e ho aperto dei profili su Facebook». Da molti però Daniela sapeva di essere stata adottata. «Purtroppo sì e l’ho saputo nel peggiore dei modi, non dai genitori, ma dagli amichetti del rione, quindi si immagini lei! I miei negavano e solo dopo molte insistenze hanno dovuto ammetterlo. E da quando me l'hanno detto le cose sono cambiate: ho iniziato a vedere la mia vita in maniera diversa».
Francesco Albonetti
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