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Breda in crisi, esuberi anche a Pistoia

Breda in crisi, esuberi anche a Pistoia

La Cisl rivela: le voci parlano di 61 licenziamenti in via Ciliegiole. Chiesto dai sindacati un incontro urgente con il governo

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PISTOIA. Sessantuno esuberi a Pistoia (su 800 dipendenti), 69 a Napoli, cassa integrazione nello stabilimento AnsaldoBreda di Carini (Palermo) dall’inizio del 2014, e l’intero comparto carpenteria portato a Reggio Calabria. Voci ufficiose, ma che gettano ulteriori ombre sul destino dell’azienda di via Ciliegiole. Quelli che il consiglio di amministrazione di Finmeccanica ha tirato fuori “dal cilindro” sono numeri che hanno smosso i sindacati. Da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uil Uilm è partita la richiesta di un nuovo incontro al Ministero dello Sviluppo economico. Dovrebbe tenersi nei primi giorni di dicembre, l’auspicio è che ci sia anche il ministro Flavio Zanonato, poco più di un mese fa a Pistoia portatore di buone intenzioni: «Ansaldo Breda e Ansaldo Sts - aveva detto il ministro - le vogliamo tenere nel nostro Paese, a management italiano, a maggioranza italiana».

Le dichiarazioni di Finmeccanica e la pervicace latitanza del governo nelle settimane successive sembrano preludere ad un altro scenario. Ieri Marco Bentivogli, segretario nazionale Fim, era a Pistoia per un’assemblea coi lavoratori in vista del rinnovo delle Rsu. Nel corso dell’incontro è emersa anche la notizia degli esuberi. Tutte voci ufficiose, al momento. Ma intanto la Fim ha chiesto un nuovo incontro urgente con il governo. «L’esecutivo - afferma Bentivogli - sta facendo il contrario di quanto annunciato dal ministro Zanonato nella sua visita a Pistoia. Se il ministro aveva assicurato l’impegno per mantenere l’italianità dell’azienda, poi il governo si è mosso nella direzione opposta».

«Finmeccanica - prosegue Bentivogli - continua ad andare avanti in un’ipotesi di spacchettamento dell’azienda in un quadro di cessione al buio senza nessun tipo di garanzie. Ci risulta sia stata costituita la New co. - al momento una scatola vuota - in cui andrebbe a confluire la parte di AnsaldoBreda che sarà ceduta. Dovrebbe chiamarsi “In move”, ma anche di questa notizia non c’è l’ufficialità. Noi vogliamo che ci sia un confronto sindacale aperto su tutto il settore trasporti di Finmeccanica: non accetteremo qualsiasi ipotesi di spacchettamento e qualsiasi ipotesi che impoverisca e rischi di regalare alla concorrenza straniera un patrimonio industriale di competenze e di tecnologie così importante come AnsaldoBreda».

La Fim rifiuta la logica dei tagli: «Il lavoro c’è - sostiene Juri Citera, segretario provinciale del sindacato (nella foto a sinistra con Bentivogli) - bisogna continuare nel lavoro di efficientamento. Le perdite si sono ridotte drasticamente, erano a tre cifre e ora sono a due. Tutti possono parlare e criticare AnsaldoBreda tranne Finmeccanica, che ha scelto i dirigenti, i piani industriali e le società di consulenza. È l’unica che non può permettersi di criticarla in maniera distruttiva».

Tiziana Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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