Il dolore
Tasso del 14,5% per un minifido
La denuncia di un artigiano: «Hanno preteso questi interessi per una disponibilità di 5mila euro»
QUARRATA. Quando giovedì scorso Oriano Moretti, titolare dell’ azienda tessile Orma insieme al fratello Maurizio, ha letto la denuncia di un artigiano quarratino sui presunti «tassi da usura applicati da una banca del territorio», si è sentito in dovere di intervenire.
«Perché – spiega – anche io sono rimasto incastrato in questa ragnatela di interessi quasi usurari».
«Purtroppo quell’artigiano non è il solo a vivere una situazione drammatica -commenta Moretti, che da mattina a sera taglia stoffe per i settori abbigliamento, intimo e salotti – Le banche che in maniera poco corretta applicano tassi insostenibili, mettono in ginocchio le aziende, specie quelle del nostro territorio: piccole imprese, spesso a conduzione familiare. Quando ho letto la denuncia dell’artigiano di Quarrata – pubblicata sul Tirreno il 14 novembre scorso – mi sono sentito coinvolto in prima persona. E’ successa la stessa cosa anche a me e ho voluto espormi perché so che ci sono molti altri casi come i nostri. Vorrei dire a chi ha avuto a che fare con numeri che presumo da usura, di metterci tutti insieme, di unire le forze per controllare e denunciare quando c’è bisogno di farlo. Se si comincia a scoprire che il nostro non è un caso isolato, ci si sente più forti».
A lui un istituto di credito nazionale (il signor Moretti ci ha invitato a non scrivere il nome della banca) ha applicato un tasso di interesse del 14,15% su un fido di appena 5mila euro.
Non si può parlare di cifre da usura senza i dovuti accertamenti, ma è innegabile che interessi del genere facciano quantomeno discutere. Quando si sa che la banca centrale europea ha fissato il costo del denaro al tasso di sconto dell’0,25%.
«La gente – dice Moretti – deve cominciare a farsi sentire, come ha fatto quell’artigiano sul vostro giornale. Quel signore ha capito che bisogna muoversi. Purtroppo però quando si parla di banche molti hanno paura, perchè in molti casi dienddiamo da loro: ed è qui che l’unione tra cittadini può fare la differenza. Non dobbiamo mollare».
Il titolare della Orma, che ricorda di aver cominciato a lavorare da quando era un ragazzino e di aver già maturato oltre 40 anni di contributi, vorrebbe vendere la sua azienda a due giovani disposti a imparare il mestiere e a continuare l’attività iniziata nel 2001 col fratello.
Nel laboratorio quarratino Maurizio e Oriano tagliano le stoffe per fare maglie, giacconi, ma anche lingerie, costumi, e per tappezzare i salotti. Gente che nella vita ha saputo solo lavorare, per trovarsi oggi in queste difficoltà.
«Sono disposto a vendere la ditta per 50mila euro, ma con questo sistema bancario – conclude Moretti - come fa un giovane a prendere in mano un’azienda chiedendo alla banca di finanziare l’acquisto dell’attività?».
Intanto all’artigiano quarratino che ha raccontato pubblicamente la sua drammatica situazione con una lettera aperta alla cittadinanza, pubblicata dal Tirreno giovedì scorso, stanno arrivando diverse richieste di aiuto da parte di chi ha un’attività sul territorio. L’uomo infatti, che per il momento vuole restare anonimo, ha aperto la pagina facebook “Usura bancaria” e si è messo a disposizione della cittadinanza per eventuali approfondimenti sugli interessi considerati sospetti.
Per il settore del piccolo artigianato, il più in crisi in questo momento, il rapporto con il sistema del credito è ormai ai minimi livelli.
Si possono trovare facilmente artigiani che non dispongono neppure di un conto corrente e vanno avanti con il contante per qualsiasi tipo di transazione.
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