Il Tirreno

Pistoia

Radioterapia sbagliata dopo il tumore: danni gravi al paziente

di Corrado Benzio
Radioterapia sbagliata dopo il tumore: danni gravi al paziente

L’Asl condannata a un megarisarcimento: 400mila euro Colpita anche la sfera sessuale del malato sessantenne

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PISTOIA. La cifra è talmente grande che l’Asl numero 3 di Pistoia ha deciso di pagarla in due rate, onde evitare problemi di cassa, ovvero di liquidità.

Si tratta di un risarcimento danni che l’azienda sanitaria ha dovuto versare ad una paziente 60enne per la cifra monstre di 398.952,22 euro.

Un danno notevole quello causato al paziente che nel 2005 vene curato all’ospedale del Ceppo per una forma di tumore.

Nel 2010, quindi lo stesso paziente, si rivolge al Tribunale di Pistoia per essere risarcito del danno non patrimoniale. Il 10 ottobre scorso il Tribunale di Pistoia ha emesso la sentenza, condannando l’Asl al pagamento di 336.313,75 euro a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale. Ma quei soldi fra rivalutazioni ed interessi a partire dal 5 luglio 2005 hanno sfiorato la quota record di 398mila euro.

Oltre a questi l’Asl si è dovuta caricare anche di 6mila euro per i rimborsi ai consulenti e di 10mila euro per spese professionali. Oltre naturalmente al pagamento dell’onorario al proprio avvocato, nel caso Stefano Pinzauti del foro di Prato. Ma sentiamo cosa dice l’avvocatessa Vanna Corsi che con la collega Eleonora Burelli, entrambe con studio a Firenze, hanno seguito la pratica del paziente.

«Premetto che non posso rivelare più di tanto perché si tratta di una vicenda molto dolorosa e non posso dilungarmi in particolari che possono portare alla identificazione del nostro assistito».

In sintesi la vicenda è molto semplice. L’uomo viene curato dopo la scoperta di un tumore con la radioterapia, una pratica terapeutica molto praticata nelle neoplasie, spesso associata alla chemio. E viene curato al Ceppo.

«Purtroppo i dosaggi della radioterapia sono stati eccessivi. Si sa la forza che ha questo tipo di intervento. Sul mio paziente un dosaggio eccessivo ha portato a danni gravi e permanenti».

Si parlerebbe anche di un danneggiamento sul fronte della sfera sessuale, ma non rimarchiamo troppo sui particolari, proprio per non insistere su aspetti che potrebbe portare al riconoscimento del paziente che peraltro la stessa Asl protegge, inserendo nella delibera solo le iniziali di nome e cognome senza neppure l’anno di nascita.

«Non si è trattato dell’errore di un medico o del malfunziamento della macchina per la radioterapia. Noi abbiamo chiamato in causa solo l’azienda sanitaria e non i singoli. Le perizie hanno accertato che il bombardamento per uccidere le cellule è risultato troppo forte, tanto da creare quei danni gravi e permanenti che non posso rivelare».

Si sa solo che l’Asl paga, per evitare pignoramenti o altro – la polizza assicurativa è scaduta – ma che si prepara a presentare appello, sempre in sede civile, al provvedimento preso dal Tribunale di Pistoia.

Lo studio degli avvocati Burelli e Corsi tengono a precisare che il paziente non è di Pistoia, ma è venuto a curarsi da noi da un’altra azienda sanitaria.

In questi giorni fra sentenze e nuove denunce di richieste danni l’albo dell’Asl Pistoia è purtroppo un florilegio di queste vicende.

C’è anche un caso di una signora che chiede 200mila euro di risarcimento per asseriti danni dopo l’intervento. Ma quei soldi, al centro del contendere non sembrano bastare. Infatti, in una delibera successiva si scopre che anche l marito ha chiesto i danni legati alle vicende delle moglie. Ma l’uomo si «accontenta» di soli 100mila euro.

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