Sicurezza
Centrali 118, vince il rinvio della scelta Pistoia per ora resta
Fissata entro la fine del 2016 l’indicazione dell’assetto finale L’assessore Marroni: è necessario un periodo di transizione
PISTOIA. «Le centrali operative del 118 passeranno dalle attuali 12 a 3 entro la fine del 2016. A queste se ne affiancheranno 3 dedicate al trasporto sanitario ordinario. Il passaggio alla configurazione definitiva del servizio sarà preceduto da una fase di transizione, necessaria a causa della forte complessità organizzativa e tecnologica, in cui sono previste 6 centrali che svolgeranno compiti misti, ovvero di emergenza-urgenza e di trasporto sanitario ordinario».
Questo l’inizio del comunicato stampa della Regione, diffuso ieri in tarda serata, sullo scottante tema delle centrali 118 da accorpare. Una scelta centrale del piano sanitario retgionale firmato da Enrico Rossi, ma che in questi mesi ha sollevato un’infinità di polemiche soprattutto sull’individuazione delle centrali da sacrificare nell’accorpamento. Pistoia ha fin dall’inizio reclamato per sé la localizzazione di una delle tre centrali future, visto che i parametri di efficenza ed economicità piazzano il 118 pistoiese ai vertici della classifica toscana. Voci insistenti, però, indicavano in Firenze la sede futura del 118 dell’area vasta Toscana Centro.
Interrogativi che per il momento non verranno sciolti. Il comunicato, infatti, non fa i nomi delle tre centrali che alla fine sopravviveranno, né delle tre che si occuperanno del trasporto ordinario.
L’unica certezza è che – in tempi brevi – si passerà da 12 a 6 centrali che in una prima fase si occuperanno sia di emergenza che si trasporti ordinari. Secondo le indiscrezioni che circolavano ieri, e secondo le anticipazioni fornite dal quotidiano “La Repubblica”, cinque delle sei sarebbero Firenze, Siena, Arezzo, Viareggio e Pistoia.
Neanche le 30 pagine della relazione dei dieci saggi che hanno esaminato la materia per conto dell’amministrazione regionale formulano esplicitamente delle scelte. Viene però confermata la bontà dell’assetto con tre centrali per tutta la Regione e altre tre per i trasporti sanitari ordinari. «Questo – ha spiegato l'assessore al diritto alla salute Luigi Marroni – è il risultato delle migliori evidenze internazionali più attuali in tema di gestione e qualificazione del servizio di emergenza-urgenza. La separazione delle due linee è importante perché l'apparato dell'emergenza urgenza non deve essere, per così dire, 'disturbato' dalla linea dedicata al trasporto sanitario ordinario».
La commissione ha messo in evidenza una forte complessità nella realizzazione del passaggio, di tipo organizzativo e tecnologico. «È perciò richiesto un tempo di transizione – ha detto ancora Marroni – che prevede il passaggio da 12 a 6 centrali che in questa fase avranno compiti misti. Il passaggio è molto complesso perché ci sono tempi lunghi legati alla implementazione delle infrastrutture tecnologiche, alla riorganizzazione delle procedure e alla formazione del personale».
Il governo del processo di transizione e gestione verrà affidato alla costituzione di un dipartimento regionale che comprenderà le sei direzioni delle centrali operative, rappresentanti del volontariato e dirigenti della sanità. Il dipartimento avrà anche il compito di identificare le tre centrali della configurazione finale. L'identificazione delle sei centrali previste per la fase di transizione, di cui esiste già una lista preliminare, sarà sottoposta alla certificazione formale dei requisiti di sicurezza già presentati delle aziende.
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