Il Tirreno

Pistoia

Il centro rifiuti fa litigare i consiglieri Pd

Il centro rifiuti fa litigare i consiglieri Pd

In quattro bocciano il sito all’area ex Pallavicini, il capogruppo Sarteschi li bacchetta: dovevate avvertirmi prima

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PISTOIA. Acque agitate nel gruppo Pd in Comune. Quattro consiglieri (Alterio Ciriello, Loreno Del Maestro, Carla Breschi e Tommaso Braccesi, almeno quest’ultimo renziano dichiarato) hanno diffuso un comunicato in cui intervengono sulla scottante questione del nuovo centro raccolta di Publiambiente, auspicando collocazioni diverse da quella nell’area Pallavicini, originalmente indicata dalla giunta Bertinelli.

Un «contributo al dibattito» ovviamente legittimo, ma del quale il sindaco e il capogruppo Pd Giovanni Sarteschi non erano stati informati. Quest’ultimo ha fatto presto a mettere nero su bianco il suo disappunto per il comportamento dei colleghi. «Esprimere in libertà le proprie opinioni – ha scritto – è lecito, naturalmente. Un consigliere, però, non è un opinionista ma un amministratore pubblico e un rappresentante istituzionale che lavora in squadra ed è tenuto a rispettare regole minime di convivenza nella casa comune».

Sarteschi sottolinea che alla riunione del gruppo precedente il consiglio comunale o duranta la seduta stessa sarebbe stato semplice informarlo. E aggiunge poi che comunque il gruppo Pd è già da qualche giorno convocato per venerdì, una volta conclusa la verifica in corso da parte degli uffici comunali sulla collocazione alternativa del centro rifiuti ai cantieri comunali. «Gli esiti di questi approfondimenti – conclude Sarteschi – saranno ovviamente resi disponibili alla commissione consiliare e ai cittadini interessati. Esistono, pertanto, tutte le condizioni affinché la decisione migliore possa essere assunta senza fughe solitarie che, all'atto pratico, si rivelano inutili, se non addirittura controproducenti». Nella loro nota i quattro consiglieri indicavano come requisiti per la collocazione del centro rifiuti la necessità che l’area sia di proprietà pubblica; che non comporti consumo di nuovo suolo «ma che al contrario si colga l’occasione per il recupero di aree dismesse e/o da riqualificare e/o da riconvertire ecologicamente»; infine «che per impianti di tipo industriale si scelga un’area a vocazione industriale». Cosa che l’area Pallavicini, ovviamente, non è. Nella nota si auspicava anche la partenza immediata della raccolta differenziata urbana porta a porta, un sistema che «può iniziare da subito» senza attendere il centro rifiuti.

E a proposito di quest’ultimo e della sua collocazione, ieri sono intervenuti anche i consiglieri comunali Paolo Lattari (Pistoia spirito libero) e Andrea Betti (Progetto Toscana), invitando anch’essi a «preservare le aree residenziali» e a privilegiare aree dismesse, da riqualificare o riconvertire. «Ci sembra opportuno – precisano – considerare tra i luoghi eligibili l’area industriale presso i cantieri comunali che, già nella piena proprietà dell’amministrazione, non necessiterebbe di essere espropriata».

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