Il dolore
Consorzio di bonifica: ecco come si vota
Entra nel vivo la campagna elettorale per l’assemblea del nuovo ente. Capeggiata da Paolo Bargellini la lista pistoiese
PISTOIA. Entrano nel vivo le prime elezioni del Consorzio di bonifica del Medio Valdarno. Nell’organismo nascente confluisce il pistoiese Consorzio di bonifica Ombrone-Bisenzio, attualmente commissariato. La legge regionale 79 del 2012 ha accorpato tali enti riducendoli complessivamente da 26, comprese le 13 disciolte Comunità montane, a soli 6. Una manovra, quella della Regione, non ben digerita dall’ex Consorzio Ombrone.
«Uno studio commissionato al professor Paris aveva proposto alla Regione di ridurre solo a 9 gli enti, per garantire una buona funzionalità – spiega Paolo Bargellini, attuale commissario ed ex presidente del Consorzio Ombrone – che però non ci ha ascoltato. Solo ieri abbiamo ricevuto il decreto con la lista definitiva dei candidati dal commissario regionale dei consorzi, incaricato di gestire la fase delle elezioni. Siamo indietro nel pubblicizzare la campagna elettorale ed il meccanismo di delega del voto per le persone giuridiche è troppo faraginoso».
Pochi cittadini pistoiesi, in effetti, sanno ad oggi che sabato 30 novembre, dalle 8 alle 20, in qualità di utenti-contribuenti, saranno chiamati ad eleggere i propri rappresentanti nell’assemblea dei delegati del nuovo Consorzio, composta da 26 membri: 11 espressione delle istituzioni, 1 della Regione, 3 presidenti di Provincia, 7 sindaci (dei quali 2 espressione delle ex Comunità montane) e i restanti 15 eletti. L’assemblea eleggerà poi al suo interno il presidente.
Quattro i seggi in provincia: Agliana (palazzo comunale, piazza Resistenza 1), Montale (Centro Ciaf Gulliver, via Vignolini 22), Pistoia (Ufficio ex Suap, via dell’Annona 210), Quarrata (Polo Tecnologico, piazzetta Loi 2), Serravalle (palazzo comunale di Casalguidi, piazza Gramsci 10). Bargellini però rassicura che nei prossimi giorni tutti i capi famiglia riceveranno al riguardo una comunicazione.
Tre le liste presentate, suddivise in tre sezioni elettorali a livello regionale. Pistoia mette da parte la sua storica litigiosità interna e presenta una lista unitaria, “Insieme in difesa del territorio” (la numero 2), alleandosi con Prato: il timore è di perdere la rappresentanza del territorio venendo “inghiottiti” da Firenze, che esprime la lista 1.
Presentata presso la sede di Confartigianato Pistoia, la lista di pistoiesi e pratesi ha candidati espressione delle associazioni di categoria, da Legambiente all’Unione degli Agricoltori, ma anche semplici cittadini. Considerata outsider la terza lista, “Acquazzurra”, presentata solo nelle prime due sezioni.
«La lista di Firenze è espressione della politica che vuole mettere le mani sul Consorzio – sostiene Riccardo Landini, presidente dell’Unione proprietari immobiliari di Prato – la nostra invece è espressione della società civile».
Nella lista locale, capeggiata da Bargellini, che si ricandida, però vi sono anche ex amministratori pubblici pistoiesi, come Graziano Bonacchi, già consigliere provinciale Ds e Sinistra Democratica, o Giuliano Guiducci, vicecapogruppo Pd in consiglio comunale a Pistoia nello scorso mandato. Tra i candidati anche il noto vivaista Lidiano Zelari.
Bargellini, rinviato a giudizio per disastro colposo, motiva la sua ricandidatura: «L’accusa nei miei confronti è assurda, ritengo di aver operato legittimamente, ho condiviso la scelta di ripresentarmi assieme agli altri candidati».
Certo Pistoia di rappresentanza in merito ne ha un gran bisogno, visto che ogni autunno finisce sott’acqua. La collaborazione tra Regione ed ambito locale non è sempre stata fattiva. «Il cittadino cerca il Consorzio locale – osserva Bargellini– ma siamo un ente attuatore, la programmazione degli interventi è della Regione, alla quale abbiamo presentato un piano di lavori locali di 41 milioni di euro su 83 milioni complessivi a disposizione. I risarcimenti per i danni sono sempre più scarsi in un territorio con un’agricoltura di pregio (vivaismo), mentre in località come il Chiodo o la Querciola, viste le poche risorse, viene fatta una sola cassa di espansione quando ne servirebbero almeno 2 o 3».
Leonardo Soldati
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