Proteste
Risarcito operaio vittima di mobbing
In depressione dopo 5 anni di offese e lanci di oggetti ottiene solo 15mila euro (ne aveva chiesti 150mila)
PISTOIA. Per quasi cinque anni aveva dovuto patire, anche davanti ai clienti, offese e ingiurie quasi quotidiane da parte del datore di lavoro, che inoltre, a volte, senza alcun apparente motivo, gli scagliava contro gli oggetti che si trovava a portata di mano: una volta un martello, un’altra una chiave inglese o una “barroccina”. Una situazione che per lui, operaio tessile pistoiese allora poco più che cinquantenne, era diventata via via sempre più insostenibile: crisi di pianto improvvise, la depressione, e poi la decisione di licenziarsi. Era il dicembre 2005 quando lasciò per sempre la Nabucco srl di Montemurlo. Qualche giorno fa, per Luciano Baldi, oggi disoccupato e anche senza pensione per via della riforma Fornero, è arrivata una piccola rivincita, dal sapore comunque agrodolce: la sentenza del giudice del lavoro che, riconoscendolo colpevole di mobbing, ha condannato il titolare della filatura al risarcimento dei danni non patrimoniali, circa 15.000 euro, oltre agli interessi e alla rivalutazione.
«Questa sentenza è giusta perché mi riconosce il danno da mobbing ma il risarcimento ottenuto (il ricorrente aveva chiesto 152mila euro, ndr) non basterà a ripagare il dolore e i sacrifici della famiglia per la mia depressione».
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