Sicurezza
La Cassazione condanna Giusti
“Ecomostro” dell’Elba, sentenza difinitiva per il costruttore pistoiese e per l’imprenditore Filippi
PISTOIA. «C'è poco da dire, la condanna per corruzione non me l'aspettavo assolutamente, perché il passaggio di denaro non esiste nella maniera più assoluta. Sono molto amareggiato, ma rispetto la decisione dei giudici. Mi sarei aspettato un nuovo rinvio alla Corte d'appello di Genova o l'annullamento della sentenza: l'8 gennaio sarebbe subentrata la prescrizione. Ora la condanna me la devo tenere, ma con gli avvocati attendiamo di leggere le motivazioni della Cassazione».
È amareggiato Franco Giusti. Per lui, ieri, è arrivata la condanna definitiva da parte della Corte di cassazione che, per la vicenda del cosiddetto “Ecomostro” dell’Isola d’Elba ha confermato per il costruttore pistoiese la pena di 3 anni e 6 mesi, così come per l’altro imprenditore Fiorello Filippi, quarratino. I giudici romani hanno confermato la sentenza della Corte d'appello di Genova dello scorso 23 febbraio anche per l'ex prefetto di Livorno, Vincenzo Gallitto (3 anni e 4 mesi di reclusione) e per l'ex capo dei gip di Livorno, Germano Lamberti: 4 anni e 9 mesi. Entrambi erano imputati per il reato di corruzione in atti giudiziari.
A tutti e quattro gli imputati la Corte d’appello ligure aveva già condonato tre anni di pena, mentre gli altri reati, imputati a vario titolo, sono stati giudicati prescritti. Anche per quanto riguarda la corruzione in atti giudiziari, la prescrizione sarebbe stata dietro l’angolo. Dall'8 gennaio, infatti, Filippi, Gallitto, Giusti e Lamberti avrebbero potuto incorrervi.
L'inchiesta, che è stata condotta in Liguria dal sostituto procuratore di Genova Paola Calleri, inizialmente aveva coinvolto otto persone, imputate a vario titolo di una serie di reati tra i quali corruzione, peculato e favoreggiamento nell'ambito di speculazioni edilizie. La vicenda emerse nel 2003 quando - a giudizio della procura - gli imputati si erano riuniti in un gruppo di affari per speculazioni edilizie. Secondo l'accusa Lamberti e Gallitto avrebbero ottenuto appartamenti in un residence di lusso, nella zona di Cavo, dopo la ristrutturazione dell'ex discoteca Costa dei Barbari, in cambio di agevolazioni per la realizzazione del centro servizi di Procchio. I lavori per il restyling del prestigioso edificio dell’Elba orientale, fra l’altro, sono attualmente bloccati in attesa degli interventi di messa in sicurezza, che dovranno essere realizzati dalla Provincia di Livorno. Proprio come nella frazione marcianese,- dove è in corso la demolizione da parte della ditta pistoiese e sta per partire l’intervento di messa in sicurezza idrogeologica della Regione.
Franco Giusti, come ogni giorno, ieri si trovava nella sede della sua azienda, a Pistoia, e non ha nascosto la sua amarezza per la condanna.
Gallitto, Lamberti, Giusti e Filippi erano già stati condannati in appello nel 2010 ma la sentenza era stata annullata con rinvio nel novembre dello scorso anno, con la Suprema Corte che aveva accolto l'eccezione della difesa riguardo all'inutilizzabilità delle intercettazioni. A distanza di pochi mesi la nuova mazzata dei giudici genovesi per i reati non ancora prescritti, confermata ieri in via definitiva.
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