Il Tirreno

Pistoia

Quattro mesi per un diploma

Tiziana Gori
Quattro mesi per un diploma

«Mio marito ha pagato 1300 euro in contanti, gli organizzatori si rimpallano la responsabilità»

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PISTOIA. Quattro mesi per un diploma di aggiornamento professionale. Un tempo che passa molto lentamente per chi conta su quel diploma pensando di avere una possibilità in più su un mercato del lavoro sempre più asfittico.

E un tempo decisamente lungo per chi ha pagato “cash” 1300 euro. «Mio marito ha chiesto ad un albergo di Firenze se poteva presentare la delega provvisoria, ma gli è stato risposto di no».

Chi parla è la moglie di un partecipante ad un corso di aiuto cuoco organizzato dall’Accademia enogastronomica toscana in collaborazione con Confcommercio, e svoltosi tra aprile e luglio all’istituto alberghiero di Montecatini Terme. «Dall’11 aprile al 3 luglio - spiega la signora Lisa - Venti partecipanti, 110 ore tra teoria e pratica (un mese in alberghi e ristoranti). Mio marito è stato uno dei pochi a pagare tutto: la prima rata ad inizio corso, l’ultima prima dell’esame. Altri partecipanti hanno potuto usufruire della carta Ila (una carta di credito formativa, caricata dal Fondo sociale europeo e valida per alcune categorie di persone, ndr). Milletrecento euro non sono pochi per chi non ha grosse possibilità, ci avevano detto che probabilmente ci sarebbero state due settimane di ritardo a causa delle ferie estive. Da settembre però siamo arrivati a metà novembre e niente diploma».

«A settembre - prosegue - siamo andati a chiedere notizie sui tempi. Dalla Confcommercio hanno risposto che erano bloccati in Provincia e che serviva una marca da bollo di 16 euro per la delega. Sono passate altre settimane, e a ottobre il nuovo rinvio: «Arriverà i primi di novembre». Trascorsi anche questi giorni ci siamo informati in Provincia, dove hanno detto di non aver ricevuto la richiesta degli attestati».

«Il corso in questione - replica Marco Leporatti, funzionario Confcommercio - fa parte del pacchetto di aggiornamento professionale dall’Accademia enogastronomica, che è in grado di rilasciare un’attestazione provvisoria dal giorno successivo all’esame. Se è vero che l’albergo di Firenze ha rifiutato la delega è nel torto, perché queste attestazioni sono valide ovunque. La signora non ci ha informati del fatto, altrimenti saremmo intervenuti.

I tempi di “gestazione” sono questi, più lunghi forse di un paio di settimane per le ferie estive. Nei vari settori - ricorda Leporatti - sono decine e decine i corsi che vengono gestiti ogni anno. I dati dei partecipanti sono inseriti nel database regionale, che compie le verifiche del caso, stampa gli attestati e li invia alla Provincia».

I risultati delle esperienze formative, afferma Leporatti, sono più che buoni: «A sei mesi di distanza dalla fine del corso il 40% dei partecipanti ha trovato un’occupazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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