La falsa vendita al Sozzifanti
Intascarono i soldi per un appartamento che non esisteva: a processo due noti personaggi cittadini
PISTOIA. Il palazzo è uno dei più belli del centro storico di Pistoia. E' palazzo Sozzifanti di via Curtatone e Montanara. Una struttura storica che in questi giorni porterà a processo due personaggi molto conosciuti della città.
Ma anche tanti altri vip o presunti tali sul banco dei testimoni. Tutto nasce quando un ingegnere pistoiese _ di cui non facciamo il nome perchè vittima di questa vicenda _ cerca una nuova casa, visto che ha in arrivo un bebè. Vede un vendesi presso l'Artemura, notissima azienda di real estate. Contatta e vede l'appartamento. Non è di suo gradimento e non se ne fa di nulla. Ma non perde i contatti con l'agenzia. Che si rifà viva proponendo una nuova ristrutturazione edilizia guidata dalla stessa società.
Si tratta di palazzo Sozzifanti, una struttura bellissima. All'ingegnere viene addirittura prospettata la possibilità di avere un incarico nella importante ristrutturazione.
In effetti sul palazzo c'è un grande movimento di progetti, professionisti, addetti alle vendite. Sono tempi in cui il mattone tira ancora.
Cosa succede ? Che l'ingegnere si fa convincere ad acquistare un appartamento dalla ristrutturazione del palazzo nobiliare. Ma bisogna fare presto, lo sollecita l'agenzia, prima che i prezzi salgono.
Il professionista si decide e firma un preliminare d'acquisto. Naturalmente sborsando una lauta caparra. Si tratta di 85mila euro per l'acconto dell’appartamento e 6 per la mediazione (che come è noto non si versa al rogito ma si paga all'agenzia al momento del cosidetto compromesso).
Tutto ok, tutto più che regolare. Passano i mesi e anche più, ma alla fine l'ingegnere si accorge che i lavori non vanno avanti, anzi non c'è traccia della ristrutturazione che doveva portargli un appartamento in pieno centro.
Dopo risposte evasive da parte di chi ha intascato quei 91mila euro, si rivolge direttamente alla proprietà del palazzo. Che cada letteralmente dalle nuvole. Sul palazzo di famiglia c'era stata in passato un'opzione, ma era scaduto tutto. Anche perchè il diritto era stato pagato, ma non certezza, con un assegno non regolare. A quel punto l'ingegnere si presenta alla Procura della Repubblica di Pistoia raccontando la sua storia e portando le relative pezze d'appoggio.
Al termine delle indagini la Procira chiede al gup il rinvio a giudizio dell'architetto Antonio Sgueglia e della signora Maria Teresa Caggiano.
Il reato ascritto alla coppia è di appropriazione indebita per via di quei 91 mila euro mai restituiti. Schermaglie in udienza preliminare, fra accusa e difensori.
Il giudice per le indagini preliminari alla fine accoglie la richiesta del pm e ordina il rinvio a giudizio della coppia. Che il 28 novembre prossimo si troveranno alla sbarra in Tribunale come imputati.
Lunga, dicevamo la lista dei testimoni. Ci sono noti professionisti. Fra questi c'è anche la proprietaria del prestigioso immobile: Nicoletta Taddei Sozzifanti.
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