Sicurezza
Vivai, i piccoli non riscuotono più
Tempi di pagamento dilatati anche fino a due anni. E Coldiretti insorge: «Al massimo entro 9 mesi»
Termini di pagamento che da un massimo di sei mesi sono scivolati per i piccoli imprenditori florovivaistici fino a un anno, poi un anno e mezzo. "Ora anche due anni di ritardo", dice Vincenzo Tropiano (nella foto), direttore di Coldiretti.
Intuibili le conseguenze: difficoltà ad ottenere credito dalle banche, difficoltà a ripiantare, difficoltà a mantenere le famiglie. Il sistema-vivaismo non è immune dalla crisi, e il -6% nell'export del 2013 dà la cifra di un rallentamento che gli addetti vivono ogni giorno. Ne risentono tutti, dai piccoli ai grandi, tranne forse alcuni grandissimi, ma a soffrire di più sono le aziende a gestione familiare.I piccoli produttori forniscono le piante alle aziende di medie e grandi dimensioni, attendendo il pagamento per mantenere in piedi l'attività, continuare ad occuparsi delle piante dell'azienda o ripiantarne di nuove, fare investimenti e acquistare mezzi.
Coldiretti sta portando avanti da alcuni mesi una serie di incontri con produttori grandi e piccoli per trovare una soluzione al problema dell'estremo ritardo nei pagamenti. "Dobbiamo tornare ad un patto etico tra gentiluomini. Oltre i nove mesi non si va". Secondo Tropiano è possibile farlo. "I tre quarti delle grandi aziende sono in grado di garantire i termini. Qualcuno che ha fatto investimenti di rilievo e ha utilizzato il volano della filiera corta ora non ne ha la possibilità. Certo che - esclama - dobbiamo fare il possibile per conservarla questa filiera".
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