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Pistoia

Sciovie vecchie, nessuna proroga doccia fredda sugli impiantisti

Sciovie vecchie, nessuna proroga doccia fredda sugli impiantisti

A poche settimane dall’inizio della stagione bianca, il Parlamento boccia l’emendamento Abetone e Cutigliano si appellano alla Regione per trovare un appiglio attraverso la legge esistente

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ABETONE. "Incompatibilità per estraneità dalla materia”. Con questa formula è stato liquidato giovedì in Parlamento l’emendamento presentato sulla legge di stabilità per ottenere una proroga sugli impianti a fune con la vita tecnica in scadenza. Una situazione che sulla montagna pistoiese riguarda due sciovie, del Monte Gomito (ad Abetone) e del Faggio di Maria (a Doganaccia), entrambe bisognose di un provvedimento per poter funzionare nel prossimo inverno. Il sentore che qualcosa potesse non andare c’era già, visto anche l’elevato numero di emendamenti (oltre 3mila) presentati sulla legge in discussione. La notizia giunta giovedì in tarda serata, tuttavia, è stata per gli impiantisti e gli amministratori della montagna pistoiese come una secchiata d’acqua gelida. Il problema, si ricorda, è meramente burocratico e riguarda il concetto di vita tecnica degli impianti funiviari stabilito dalla normativa nazionale in maniera, con termini non omogeni per le regioni a statuto ordinario e a statuto speciale. L’esigenza di adeguare la normativa italiana alle direttive europee, che tengono invece conto della reale usura degli impianti, era stata raccolta dai senatori Nencini, Matteoli ed Esposito, assieme ad altri parlamentari, tramite la presentazione di un emendamento al decreto semplificazioni. Per accelerare i tempi, tuttavia, gli stessi parlamentari avevano provveduto a presentare un ulteriore emendamento sulla legge di stabilità in cui si richiedeva di allungare la possibilità di proroga sugli impianti di risalita in scadenza dai 4 anni attuali a 6 anni. La pronuncia negativa del Parlamento, però, preclude una strada che certo sarebbe stata la più breve. L’aria che si respira fra le società di gestione degli impianti di Abetone e Doganaccia rivela una certa delusione: pur riconoscendo l’impegno profuso dai parlamentari c’è la consapevolezza che sin da subito, ed in tempi ristretti, ci sarà da rimboccarsi di nuovo le maniche per cercare un’altra via di uscita al problema. Una cosa che entrambe le società però si sentono di affermare con certezza è che, in ogni caso, gli impianti apriranno. Il sindaco di Abetone Giampiero Danti lancia un appello alla Regione Toscana. «Il comune, essendo un ente locale – spiega Danti – non può legiferare in deroga di una legge superiore. Se la Regione tuttavia mi fornirà uno strumento d’appiglio anche attraverso la legge n. 93 del 1993 che disciplina l’esercizio degli impianti e piste da sci, sono disposto a prendere i dovuti provvedimenti e ad assumermi le responsabilità del caso per garantire l’apertura della sciovia del Gomito per la prossima stagione invernale. Anche perché, le verifiche tecniche già espletate, hanno dimostrato la sicurezza per gli utenti».

Elisa Valentini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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