Il Tirreno

Pistoia

Stazione studia la protesta fiscale

Stazione studia la protesta fiscale

Tanta rabbia all’assemblea degli alluvionati che vogliono andare al prossimo consiglio di Montale

3 MINUTI DI LETTURA





MONTALE. «Dobbiamo fare in modo che quanto accaduto non risucceda». Si chiude con questo intento l’assemblea dei residenti di Stazione, organizzata lunedì, per fare il punto sull’alluvione del 21 ottobre e discutere sulle iniziative da intraprendere. Il prossimo passo per i cittadini colpiti dagli allagamenti sarà la richiesta di un incontro col sindaco Scatragli, l’Amministrazione e tutte le forze politiche e la partecipazione al o consiglio del 25 novembre.

Poi ci saranno le richieste danni da inoltrare , con tutta la documentazione (foto, fatture, preventivi). Nella sala parrocchiale riempita da circa 90 persone, si sono alternati gli interventi dei residenti che hanno illustrato le vicende personali e posto domande agli amministratori. Tanta rabbia, desolazione, ma anche timore per un’emergenza che si ripete troppo spesso.

«Nonostante gli allagamenti ricorrenti – denuncia una residente – gli amministratori sono stati sempre tutti sordi». «Abito in piazza Marconi dal 2006 – spiega un giovane abitante della zona – ed ogni anno mi ritrovo sotto l’acqua 1 o 2 volte. Sono stato dal sindaco e mi ha detto che i soldi non ci sono». Ognuno ha portato la propria esperienza e condiviso le proprie preoccupazioni. «Gli enti preposti non avrebbero dovuto dare l’agibilità alle abitazioni se non erano in grado di tenerle in sicurezza» denuncia una signora che abita nella zona da soli 2 mesi e che aggiunge, «adesso quando piove ho sempre paura ad allontanarmi da casa».

Oltre alla paura, ci sono i danni subiti, stimati dagli stessi cittadini in cifre che vanno da qualche centinaia fino a diverse decine di migliaia di euro. Mobili, auto, pareti di casa e dei negozi, che, si teme, non saranno risarciti ed una domanda ricorrente: “Dopo tutti questi anni come può ancora accadere tutto questo?”.

All’incontro ha partecipato anche Cinzia Benvenuti, geometra di Lamporecchio che, avendo seguito la vicenda di un familiare che risiede in via Goldoni, ha spiegato come i danni subiti dagli immobili potrebbero non essere subito evidenti, ma manifestarsi col tempo, sottolineando che il danno non va stimato “limitandosi a valutare ciò che si vede con gli occhi”. Molti residenti hanno rilevato anomalie legate al fatto che campi, scantinati ed abitazioni si allagano anche con la Bure “vuota”, individuando nelle mancata pulitura dei fossi uno dei fattori responsabili della situazione.

La critica, hanno sottolineato altri, non è da rivolgere solamente all’attuale amministrazione, ma anche a quelle precedenti, visto che il problema affonda le radici nel tempo. Nel mirino della protesta non soltanto gli enti locali, ma la ricerca delle responsabilità a tutti i livelli provinciali e regionali. Si è discusso delle possibili strade per ottenere ascolto dalle istituzioni, mentre c’è chi in questo senso ha proposto atti di disobbedienza civile come la sospensione dei pagamenti di Tares e Imu. Tra quanti si sono organizzati per questo incontro, dopo le prime battute, qualcuno ha tenuto a chiarire che queste richieste e questa protesta non hanno colore politico, ma rappresentano la voce dei cittadini di una frazione che negli anni ha subito molti danni e si sente abbandonata.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web