Gioco
Lavoratori in piazza contro la legge di stabilità
Centinaia di persone allo sciopero sindacale unitario. Voci e testimonianze di una crisi che colpisce in maniera drammatica Pistoia
Chiudono più aziende di quelle che aprono, le assunzioni hanno segnato il -25% rispetto al 2012 (dato che pone Pistoia all’ultimo posto in regione), il 67% delle pensioni è sotto i 750 euro mensili e il 38% dei giovani sotto i 30 anni è senza lavoro. Numeri «da capogiro», li definisce Juri Citera, segretario provinciale della Fim Cisl. Gli fa eco Gessica Beneforti, segretaria provinciale Cgil: «Deve essere restituita anima a questa Finanziaria, che al momento non ne ha. È una legge iniqua e inefficace. Dobbiamo tornare a pensare al lavoro come priorità, e oggi non lo è».
Il lavoro è stato invece il protagonista dello sciopero unitario sindacale in piazza del Duomo. E i lavoratori delle aziende in crisi hanno dato voce e volti a un fenomeno che troppo spesso è circoscritto ai numeri. Da AnsaldoBreda ai dipendenti del Comune, dalle precarie storiche (o preistoriche, come si definiscono in un autoironico striscione) del Centro per l’impiego della Provincia al mobilificio Rosini di Quarrata. Senza dimenticare i dipendenti della Giusta per l’edilizia, la maggiore azienda edile della provincia, sprofondata anch’essa in una crisi che non fa dormire sonni tranquilli ai suoi dipendenti. I lavoratori hanno chiesto che la proprietà si sieda a un tavolo con la Cgil e apra la procedura di cassa integrazione per i 13 lavoratori che non riscuotono da marzo.
Così come parlano per la prima volta le dipendenti del mobilificio Rosini di Quarrata (83 addetti). «In 38 siamo in cassa integrazione dal primo ottobre. Dovrebbe essere una cassa a rotazione, ma quelli a casa sono sempre i soliti. Siamo stati avvisati con un cartello affisso alla cancellata. L’azienda lavora, le commesse ci sono, solo vengono commissionate a terzi e noi restiamo a casa».
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