Il dolore
Adesioni a rilento alla maxi-luminaria per il centro storico
Solo poco più del 20% dei commercianti finora si è fatto avanti La dipendente di un negozio: progetto utile per attrarre gente
PISTOIA. Solo domani sera il Centro commerciale naturale farà il punto sull’adesione dei commercianti pistoiesi alla maxi-luminaria che dovrebbe ornare le vie del centro cittadino. Una luminaria del tutto innovativa, con installazioni luminose di una celebre ditta pugliese e un progetto per coinvolgere le famiglie pistoiesi e far crescere attesa e interesse attorno al progetto. Nonostante tutto ciò, i negozianti del centro sembra abbiano avuto finora un’accoglienza un po’ freddina. Lo stesso Centro commerciale naturale riferisce che «ad oggi le adesioni non manifestano grande vivacità, siamo infatti a poco più del 20% della base storica». Vale a dire dei 300 commercianti circa che negli ultimi anni hanno sempre versato la quota necessaria ad allestire la luminaria. Oltre a questo, ci sono intere vie del centro (via Carratica, via Can Bianco, forse via Atto Vannucci) che hanno già fatto sapere di non voler essere coinvolte. Per questo il Centro commerciale prospetta la possibilità di dover correre ai ripari con una luminaria tradizionale se il maxi progetto non trovasse sufficiente sostegno.
Colpisce soprattutto il costo complessivo dell’operazione, 80.000 euro Iva compresa, poco meno del doppio di quanto si spendeva di solito. Ma la differenza è a carico soprattutto degli sponsor, come ViBanca e Vannucci Piante.
Intanto tra i commercianti si accende il dibattito sull’opportunità della grande luminaria. Nei giorni scorsi un imprenditore di viale Adua, Luca Potenti, aveva stigmatizzato l’idea, sostenendo che in momenti di crisi come questi sarebbe meglio accontentarsi di di luminarie tradizionali e versare il resto in beneficienza.
«Sono d’accordo anch’io –le ha risposto ieri Marialuisa Biondi, dipendente di un negozio del centro – che bisognerebbe fare beneficenza, che tante persone non hanno da mangiare. Io personalmente cerco di fare quello che posso. Per quanto riguarda il mio lavoro vorrei che il centro storico rappresentasse un’attrattiva per le persone che spero lo visiteranno numerose, in caso contrario io come tanti altri colleghi perderemo il nostro lavoro fatto per tanti anni con amore e dedizione e ci accoderemo in fila alla Caritas insieme agli altri poveri».
Sulla questione interviene anche il coordinatore del circolo Sel Alberto Zoppi, esprimendo la sua perplessità per la spesa, in particolare per i contributi versati dagli enti locali.
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