Il dolore
Sindaco e genitori ai ferri corti
Alberi tagliati alla materna, non convincono le risposte della Ciampolini
AGLIANA. Come benzina sul fuoco le spiegazioni del sindaco Eleanna Ciampolini sull’abbattimento di due alberi decennali e sanissimi nel giardino della scuola materna di via Dante Alighieri. Per alcuni genitori l’amministrazione si è riempita la bocca di un falso ambientalismo, segando i due “giganti” che da anni riparavano le aule o il prato dal sole con l’unico scopo di togliere l’ombra dai pannelli fotovoltaici installati sul tetto dell’asilo. La Ciampolini, come pubblicato domenica in un articolo, parla di un “provvedimento indispensabile” non solo per l’impianto fotovoltaico ma anche per l’incolumità dei bambini, di radici che affiorano e che potrebbero causare infortuni, di aghi di pino che intasano le grondaie, di rami che potrebbero staccarsi a causa del vento e danneggiare il tetto. «Secondo questa logica – protestano i cittadini – andrebbero tolti tutti i pini dai giardini delle scuole». Il sindaco ha inoltre dichiarato di essere venuta a conoscenza dell’abbattimento soltanto a cose fatte, così come i genitori dei bambini iscritti alla materna, che proprio sui tagli hanno sottoscritto una richiesta ufficiale di spiegazioni indirizzata al Comune. Il documento, protocollato lo scorso 25 ottobre, è stato firmato da 144 cittadini. Oltre a chiedere delucidazioni all’amministrazione, le famiglie hanno anche segnalato la pericolosità delle parti appuntite rimaste intorno al ceppo. «Quelle del sindaco – commenta Giacomo Sardi, padre di uno dei bambini che frequentano l’asilo – sono affermazioni contraddittorie. Lei sostiene che gli alberi andavano tagliati per via delle radici, però hanno lasciato proprio quelle nel giardino». E ancora: «Ha giustificato il taglio con la questione sicurezza. Noi genitori – continua Sardi – abbiamo segnalato la pericolosità dei ributti appuntiti intorno ai ceppi da quasi 3 settimane ma nessuno è intervenuto per rimuoverle. Inoltre il sindaco parla di aghi di pino: l’albero vicino alle aule però non era un pino».
Beatrice Faragli
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