Coltello alla gola al padre ottantenne per avere più soldi
un 48enne è stato allontanato dalla casa dei genitori La Polizia applica la nuova norma sulle violenze domestiche
PISTOIA. Botte, minacce, violenze psicologiche di ogni tipo nei confronti dei genitori, spesso per ottenere da loro del denaro. Episodi che andavano avanti da ben più di vent’anni, episodi come quello di venerdì scorso, quando, armato di coltello, l’uomo ha minacciato l’anziana madre per poi prendere per il collo il padre quasi ottantenne e puntargli l’arma alla gola.
Ma questa volta il 48enne pregiudicato pistoiese ha dovuto fare i conti con la nuova legge che tutela le vittime di maltrattamenti in famiglia e violenza domestica. Alla sua prima applicazione nella nostra provincia, la normativa entrata di recente in vigore ha permesso di far scattare nei confronti di Giancarlo Turchi, sorpreso il flagrante dai poliziotti della Squadra volante, la misura cautelare dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare. L’uomo non potrà fare ritorno nella sua abitazione, pena l’arresto immediato.
Come hanno spiegato ieri il questore Maurizio Manzo, la dirigente dell’Anticrimine Mariella Primiceri e l’ispettore Giuseppe Antonicelli, responsabile delle Volanti, le nuove misure sono state introdotte con la cosiddetta legge sul femminicidio. Adesso non è più necessaria la denuncia della vittima, spesso troppo intimorita per sporgerla, per farle scattare (nel caso in questione, in anni di soprusi, solo nel 1999 la madre aveva sporto denuncia contro il figlio). Oltre all’allontanamento, tra le novità, quella che il questore, in presenza di percosse o lesioni (considerati “reati sentinella”), può procedere all’amonizione del responsabile, estendendo così alla violenza domestica una misura preventiva già prevista per lo stalking. Sui possibili casi di violenza non sono ammesse segnalazioni anonime, tuttavia viene garantita la segretezza delle generalità del segnalante per evitare ritorsioni.
Tornando al caso specifico, al di fuori dell'arresto obbligatorio, la polizia giudiziaria, se autorizzata dal pm e se ricorre la flagranza di gravi reati (tra cui lesioni gravi, minaccia aggravata e violenze) può applicare la misura dell'allontanamento d'urgenza dalla casa familiare. Ed è ciò che è avvenuto venerdì scorso poco dopo le 22. Le Volanti sono intervenute in centro dopo che l’anziana madre aveva telefonato al 113 chiedendo aiuto: il figlio, brandendo un coltello da cucina, aveva minacciando lei e il marito di morte. Agli agenti aveva poi raccontato che il figlio, senza colpirla, aveva accennato alcuni fendenti verso di lei, per poi essere spintonato sul divano dal padre. A quel punto la donna, terrorizzata, era scappata in strada. Quando i poliziotti sono arrivati sul posto, Giancarlo Turchi, a torso nudo, era sul terrazzo di casa e, gridandogli “ti ammazzo”, stava minacciando il padre con il coltello. A quel punto gli agenti lo hanno bloccato, per poi portarlo in questura e denunciarlo per maltrattamenti in famiglia e minacce aggravate. Quindi, ottenuta telefonicamente dal pm di turno l’autorizzazione, hanno provveduto ad applicare la misura cautelare, poi convalidata dal giudice monocratico, giustificata dal pericolo di reiterazione del reato e per tutelare l’incolumità dei genitori.
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