Sicurezza
In causa per l’esproprio la decisione dopo 25 anni
PISTOIA. Era il 12 aprile del 1988 quando Elisabetta Baldanzi e Carla Giacomelli, proprietarie di terreni a Sant’Agostino, iniziavano una causa con il Comune. Sicuramente non immaginavano che l’atto...
PISTOIA. Era il 12 aprile del 1988 quando Elisabetta Baldanzi e Carla Giacomelli, proprietarie di terreni a Sant’Agostino, iniziavano una causa con il Comune. Sicuramente non immaginavano che l’atto finale di quella v icenda si sarebbe compiuto alla fine del 2013, cioè 25 anni dopo. Espropriate nel 1978 dei loro terreni, dove doveva sorgere l’area industriale Sant’Agostino Due, le due signore chiedevano di riavere indietro quelle parti di proprietà che il Comune non aveva ancora utilizzato o, in alternativa, il pagamento della “precipitata prelazione”. Richieste simili furono avanzate da altri proprietari, Vinicio ed Elda Baldanzi.
Palazzo di Giano si oppose, ne nacque una vicenda giudiziaria che nel 2005 approdò alla sentenza della Corte di appello che riconosceva ai cittadini il loro buon diritto: il Comune doveva pagare. Quest’ultimo provò a chiedere di sospendere tutto, perché avrebbe fatto ricorso in Cassazione, ma non venne accontentato. Così, nel 2006, arrivarono i pagamenti: 315.000 euro in tutto agli ex proprietari.
Sei anni dopo, la sorpresa: con una sentenza dell’11 ottobre 2012, la Corte di Cassazione ribalta la decisione dei magistrati d’appello e dà ragione al Comune, che a questo punto si vede costretto a chiedere indietro i soldi versati sei anni prima. Più facile a dirsi che a farsi: una sentenza di Cassazione non è titolo esecutivo, per cui sarebbe stato necessario intraprendere una nuova causa. Il Comune ha deciso così di intavolare una trattativa, della quale, in rappresentanza degli ex proprietari, è stato protagonista l’avvocato Ermanno Bujani. E alla fine si è arrivati all’accordo: gli ex proprietari (nel frattempo alcuni sono deceduti) restituiranno 300.000 euro in due rate, una subito e un’altra entro luglio 2014.
«Un accordo soddisfacente – commenta l’avvocato Bujani – del resto i miei clienti sapevano già da tempo che la questione era in bilico e avrebbe potuto finire così». (f.cl.)
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