Il Tirreno

Pistoia

«colpevole ritardo»

Il garante dei detenuti scrive alla Cancellieri

PISTOIA. Una sezione distaccata per i semiliberi: il garante dei diritti dei detenuti, Antonio Sammartino, ha scritto al ministro della giustizia Annamaria Cancellieri perché la disponibilità ad...

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PISTOIA. Una sezione distaccata per i semiliberi: il garante dei diritti dei detenuti, Antonio Sammartino, ha scritto al ministro della giustizia Annamaria Cancellieri perché la disponibilità ad ospitare la sezione distaccata dei semiliberi nel convento dei frati cappuccini è bloccata dalla mancata autorizzazione del Ministero.

Sammartino ricorda come anche a Pistoia il carcere abbia un problema irrisolto di sovraffollamento. «Vanno riconosciuti - afferma il garante - gli sforzi del provveditore regionale e del direttore del carcere, che hanno parzialmente migliorato una situazione purtroppo tuttora preoccupante: 120 detenuti su una capienza regolamentare di 64 persone, con celle di 7 metri quadri dove sono ristrette per gran parte della giornata tre persone».

Il garante chiede l’intervento diretto della Cancellieri: «Più di un anno fa, a fronte della grave situazione del carcere di Santa Caterina, ci adoperammo insieme al presidente dell’ordine degli avvocati, Giuseppe Alibrandi, per la ricerca di un ambiente esterno al carcere da adibire come sezione distaccata per i semiliberi, i detenuti che durante la giornata lavorano e la sera rientrano in carcere. È una possibilità prevista dall’ordinamento penitenziario e consentirebbe di rispondere al problema del sovraffollamento. Questa soluzione permetterebbe inoltre di realizzare un nuovo spazio interno al carcere per la biblioteca».

«Dopo vari incontri - ricorda Sammartino - abbiamo ricevuto la disponibilità ad ospitare i detenuti in semilibertà nel convento dei frati cappuccini in via degli Armeni, che i frati stessi concederebbero a titolo gratuito. È stato stilato un progetto esecutivo per alcuni lavori, finanziati dalla Fondazione Caripit. Ma ad oggi, inspiegabilmente, nonostante i ripetuti solleciti, il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria non ha ancora inviato l’autorizzazione per l’inizio dei lavori». Un «colpevole ritardo», a cui Sammartino chiede che Cancellieri ponga rimedio.

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