Italia
Sempre più in rosso i conti della Breda
Perdite a 94 milioni Finmeccanica affonda in Borsa, l’ad Pansa parla chiaro «Non possiamo più permetterci risultati del genere»
«Il problema di Finmeccanica ha un solo nome: AnsaldoBreda». Brutali le dichiarazioni dell’amministratore delegato della holding pubblica, Alessandro Pansa, che ieri ha illustrato i conti Finmeccanica del terzo trimestre. Perdita di 73 milioni (contro un utile atteso di 27), ricavi in ribasso, in larga parte – secondo Pansa – per colpa di AnsaldoBreda. «Non possiamo più permetterci di continuare a tenere in bilancio le perdite economiche che vengono dal business di AnsaldoBreda» ha sottolineato l’amministratore delegato.
E la soluzione più gettonata, secondo gli esperti, è quella della vendita dell’azienda. Entro fine anno Finmeccanica chiuderà con la cessione di Ansaldo Energia, nei mesi successivi dovrebbe toccare ad Ansaldo Sts e AnsaldoBreda, non necessariamente in coppia.
Gli utili di AnsaldoBreda a settembre erano negativi per 94 milioni di euro, contro i -26 del settembre 2012 e i -61 di giugno 2013. Insomma, un aggravamento pesante della situazione, nonostante gli sforzi per restituire efficienza all’azienda. Giù anche i ricavi (402 milioni, -19% rispetto al 2012) e gli ordini (63 milioni, -65% sul settembre 2012). Un calo, quest’ultimo, dovuto soprattutto al rinvio di contratti di clienti italiani (Trenitalia). Gli utili invece vanno a picco per «difficoltà sui programmi in corso con la registrazione di ulteriori oneri contrattuali ed extracosti, oltre che dei minori volumi di attività e del correlato peggioramento dell’assorbimento dei costi a commessa, su cui incidono anche significative inefficenze produttive». Insomma, la produzione rallenta, i costi crescono e le perdite decollano.
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