Sicurezza
Dalla piazza un appello Basta violenza sulle donne
Un quadro con la foto di Beatrice, in bella evidenza all’ingresso, poi gli striscioni, i cartelli con le scritte (“La violenza non è il nostro destino”, “Per ogni donna uccisa e offesa siamo tutti parte lesa"
Un quadro con la foto di Beatrice, in bella evidenza all’ingresso, poi gli striscioni, i cartelli con le scritte (“La violenza non è il nostro destino”, “Per ogni donna uccisa e offesa siamo tutti parte lesa”) e decine e decine di persone, soprattutto donne. Un’ora prima del via all’udienza del processo per l’omicidio di Beatrice Ballerini davanti al tribunale di Pistoia si è svolta la manifestazione, organizzata dal centro antiviolenza Libere Tutte e Rete 13 Febbraio per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul dramma del femminicidio, sulle donne vittime di violenza spesso consumata proprio tra le mura domestiche.
Un modo per far sì che la tragedia che ha travolto Beatrice non sia stata una tragedia inutile, ma anche un modo, come hanno detto gli organizzatori dell’iniziativa, per far testimoniare la vicinanza a chi più di tutti ha sofferto per questo assassinio: «La nostra – ha spiegato Mirella Bresci, della Rete 13 febbraio di Pistoia – vuole essere innanzitutto una manifestazione di solidarietà nei confronti della famiglia di Beatrice. Abbiamo fatto altre volte manifestazioni contro il femminicidio perché riteniamo debbano essere coinvolte il maggior numero possibile di persone per far capire a tutti la gravità dell'emergenza».
Un messaggio che è stato raccolto dai familiari della donna: «Vedere così tante persone che ci sostengono – ha detto Lorenzo Ballerini, fratello della vittima – ci dà un po' più di speranza». A portare il suo saluto e la sua solidarietà ai parenti Beatrice è arrivata anche Daniela Belliti, vicesindaco di Pistoia, e anche Pippo Baudo, in tribunale per la discutere la causa con l’ex sindaco di Montecatini Severi, una volta uscito dal tribunale (dove non si è risparmiato al saluto e alle foto dei passanti), si è fermato a chiedere informazioni sulla manifestazione, mostrandosi solidale con gli organizzatori e con il messaggio che volevano lanciare.
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