Il Tirreno

Pistoia

Sì all’esame d’appello per i treni V250

Sì all’esame d’appello per i treni V250

Al tribunale di Utrecht decisione favorevole ad AnsaldoBreda nel braccio di ferro con le ferrovie belghe e olandesi

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PISTOIA. Buone notizie, questa volta, dai tribunali olandesi, per AnsaldoBreda. La corte di Utrecht ha accolto ieri pomeriggio la richiesta dei legali dell’azienda ferroviaria pistoiese napoletana, che chiedeva l’intervento di esperti indipendenti sulla vicenda dei treni V250, commissionati dalle ferrovie belghe (Sncb) e olandesi (Ns) ad AnsaldoBreda e poi respinti, una volta entrati in servizio, perché giudicati inaffidabili e troppo pericolosi.

Di fronte alle accuse delle due aziende ferroviarie (la commessa era per 19 treni complessivi, che dovevano servire a collegare a 250 kmh Bruxelles e Amsterdam, per un valore di 380 milioni di euro), AnsaldoBreda ha sempre ribattuto che i treni V250 erano sostanzialmente in linea con le richieste dei clienti e che i normali aggiustamenti (necessari per dei mezzi completamente nuovi) sarebbero stati sufficienti a superare i problemi delle prime settimane di esercizio.

Ma Sncb e Ns non hanno lasciato alcun margine alla trattativa, rescindendo il contratto che li legava ad AnsaldoBreda, chiedendo anzi i danni. Da quest’estate, in effetti, si è sviluppata una battaglia legale che per lo più asi è combattuta, finora, nelle corti olandesi.

La prima linea di attacco di AnsaldoBreda è stata quella di richiedere a Sncb e Ns di rendere pubblico il dossier preparato dalla società inglese Mott MacDonald, sulla base del quale le due società ferroviarie strapparono il contratto con Breda. I giudici hanno negato questa pubblicazione, che quindi non potrà avere peso sul braccio di ferro giudiziario. La pubblicazione –su diversi media – del contenuto del dossier ha poi consentito di capire i motivi della richiesta di AnsaldoBreda: i tecnici inglesi non bocciano affatto il treno V250, lo giudicano anzi adattabile nel giro di pochi mesi alle richieste di belgi e olandesi. Insomma, più o meno quello che sostengono in via Ciliegiole dall’inizio della vicenda.

Ieri, invece, gli stessi giudici che avevano negato la pubblicazione del rapporto MacDonald, hanno acconsentito a che la qualità dei treni V250 sia esaminata da dei tecnici indipendenti.

La speranza di AnsaldoBreda, ovviamente, è che da un esame obiettivo della situazione emerga la qualità dei suoi treni, che non giustificherebbe la rescissione del contratto.

Dopo la decisione dei giudici di Utrecht, le ferrovie olandesi hanno definito “procedura standard” la decisione, sottolineando che il contratto V250 non è stato annullato solo per motivi tecnici ma anche, ad esempio, per il ritardo nella consegna dei treni e, più in generale, per la scarsa fiducia nei confronti del produttore.

Tutti problemi emersi solo in un secondo tempo: nel gennaio scorso, ad esempio, AnsaldoBreda riceveva lettere da Sncb e Ns che invitavano l’azienda pistoiese-napoletana a proseguire nella consegna dei treni “incriminati”.

Fabio Calamati

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