Il Tirreno

Pistoia

Pistoia come Lucca? Bisogna svegliarci

di Leonardo Soldati
Pistoia come Lucca? Bisogna svegliarci

Le categorie del commercio esaminano il clamoroso successo dei Comics e riflettono sul nostro arretramento

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PISTOIA. I grandi eventi possono essere un valore aggiunto contro la crisi. Lo ha capito Lucca, che ultimamente sta inanellando un successo dietro l’altro con iniziative come la tradizionale mostra di fumetti e giochi di ruolo Lucca Comics o la manifestazione musicale Summer Festival, con ritorni positivi anche al di là delle più rosee aspettative. A Pistoia invece i grandi eventi non decollano e la provincia nel suo complesso conferma l’atteggiamento storico di non sfruttare tutte le sue potenzialità e di non riuscire a fare sistema al suo interno.

Come mai continua ad imperversare la sindrome di “Cenerentola” della Toscana nella città delle piante? Eppure, al netto di alcune sue specificità come le mura storiche, Lucca è una città per dimensioni e caratteristiche molto simile a Pistoia, oltre che vicina in termini geografici. Ne parliamo con rappresentanti delle associazioni di categoria del commercio pistoiese. Fa i complimenti a Lucca per gli ottimi risultati Tiziano Tempestini, direttore di Confcommercio Pistoia, ma avverte: «La realtà lucchese viene ripagata per la sua valorizzazione consolidata di turismo e commercio fin dagli anni ‘80, con investimenti effettuati almeno 25 anni fa su grandi eventi che non si allestiscono dall’oggi al domani. Vincente ad esempio l’idea di riportare Lucca Comics nel centro storico, un’iniziativa evolutasi dal 2000 in poi. Come Confcommercio Pistoia abbiamo contatti con i colleghi lucchesi per eventuali spunti di idee sul territorio locale –dice- nonostante le dimensioni simili delle due città, Lucca dimostra flussi turistici più alti.

È evidente che lo sviluppo commerciale necessita anche di eventi di grandi dimensioni» chiosa Tempestini, che propone comuni esperienze tra realtà limitrofe in una logica di area vasta, necessità evidenziata anche dal rapporto di ricerca di Aldo Bonomi commissionato da Camera di Commercio, Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia e Fondazione Caript, pubblicato nei giorni scorsi. Nel confronto si deve tener conto che Pistoia «ha iniziato ad emergere a livello toscano non prima di dieci anni fa» secondo il presidente di Confesercenti Pistoia, Maurizio Innocenti, «città che oggi è compresa nelle mappe dei pendolari e nei percorsi turistici –afferma- grazie al lavoro svolto negli ultimi anni, in termini di promozione, gli stranieri adesso visitano i musei locali, mentre un evento come “Dialoghi sull’uomo” può crescere». Confesercenti non ritiene che Lucca abbia sorpassato la città di Giano, «mentre nella prima i flussi turistici si sono nel complesso stabilizzati, Pistoia è cresciuta –sottolinea Innocenti- e ben vengano anche i piccoli eventi».

L’associazione di Sant’Agostino punta però il dito verso la storica litigiosità pistoiese: «Centri commerciali naturali, vivaismo ed associazioni in generale hanno degli ovvi interessi settoriali –sostiene Innocenti- ma occorre una visione più ampia e lavorare nella stessa direzione è indispensabile per raggiungere obiettivi unitari, ovvero la crescita del territorio. Proponiamo un “progetto città” che si evolve e che quindi si dota delle attrezzature necessarie per farlo, servizi accessibili per tutti, dai parcheggi all’illuminazione pubblica, che modernizzino la città richiamando così interesse su di sé, anche investimenti su piccole cose se apportano cambiamenti positivi».

L’afflusso giornaliero in città è da garantire indipendentemente dai grandi eventi per il presidente di Pistoia Commercio, Fabrizio Salvi, i cui associati sono in parte ex iscritti di Confcommercio e Confesercenti: «L’offerta enogastronomica e l’aperitivo nello specifico stanno andando bene –afferma- ma non basta, ci vogliono iniziative con ritorno economico, il turismo può decollare valorizzando le nostre opere d’arte, un patrimonio che altre realtà locali vicine non hanno, esclusa Firenze. Salvi è soddisfatto dei risultati della rassegna di artigianato “Arts and Crafts”, «apprezzata perlomeno dagli operatori –dice- nonostante gli spazi contenuti per l’esposizione», è critico invece sulle tipiche manifestazioni pistoiesi: «Pistoia Blues è un evento da ripensare –sostiene- vista la riduzione nelle presenze delle ultime edizioni, un’iniziativa deve avere un ritorno economico per il territorio, ciò è dovuto probabilmente anche ad un’eccessiva rigidità nelle regole stabilite dall’amministrazione comunale, altrimenti non si spiegherebbe perché invece Umbria Jazz continui ad avere successo.

Dialoghi sull’Uomo e Giostra dell’Orso sono vissuti essenzialmente solo dalla città, negativi i Mondiali di ciclismo vista la mancanza di strutture ricettive in città che ha portato ai pernottamenti essenzialmente solo a Montecatini. Il problema è la mancanza di promozione del territorio –continua Salvi- ad esempio ho una casa sul Montalbano ma lì non c’è un cartello turistico che presenta Pistoia, così il turista va a Vinci». Il presidente di Pistoia Commercio ricorda le due edizioni riuscite della Festa del Pane negli anni scorsi alla Fortezza Santa Barbara, «evento che poi la città si è fatta prendere da Prato, nonostante l’importante produzione locale di pane, così come di olio o di farina di castagno. Pistoia ha bisogno di vivere! –chiosa Salvi- e le idee valide posso essere tante, basta pensare alla riuscita della Festa del Cioccolato a Monsummano, ai mercati dell’antiquariato che potrebbero essere organizzati nelle vie del centro storico.

Siamo la terza cupola d’Europa, dopo S. Pietro a Roma e Firenze, ma pochi pistoiesi lo sanno, lo dico da diplomato all’Istituto d’Arte, abbiamo ricchezze come il pulpito di S. Andrea, la piazza Duomo o gli organi musicali che richiamano turisti giapponesi. Bene invece il nuovo ospedale San Jacopo, tecnologico, moderno –conclude Salvi- e la previsione di inserire nel vecchio nosocomio Ceppo istituti scolastici, un polo museale e studi medici».

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