Sicurezza
Braccio di ferro sul nuovo centro
In commissione urbanistica le minoranze chiedono una valutazione ambientale della struttura
PISTOIA. Sottoporre o no alla Vas, valutazione ambientale strategica, il nuovo centro di raccolta rifiuti che il Comune vuol realizzare all’area ex Pallavicini? È su questo tema che si stanno dividendo i consiglieri della commissione urbanistica del consiglio comunale, impegnati seduta dopo seduta ad esaminare il progetto del centro che Palazzo di Giano ritiene indispensabile per allargare a tutto il territorio comunale la raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti.
Anche l’ultima seduta, quella dell’altro ieri, ha visto ripetersi lo scontro. E con ogni probabilità sarà questa la falsariga anche della prossima riunione giù convocata, per martedì prossimo.
Le polemiche sollevate da una parte degli abitanti dell’area ex Pallavicini (che hanno già dato vita ad un comitato) hanno ovviamente contribuito a riscaldare il clima, che le tre assemblee svoltesi finora sul nuovo impianto non sono servite granché a raffreddare.
Secondo i consiglieri di opposizione per un impianto come il nuovo centro rifiuti una Valutazione ambientale strategica (in sigla Vas, cioè uno studio accurato dell’impatto ambientale) sarebbe necessario. Viceversa, l’amministrazione è giunta alla conclusione opposta: il centro non rappresenta un grosso problema ambientale e può quindi fare a meno della Vas: al suo posto il dirigente Francesco Bragagnolo ha firmato una determina con cui stabilisce una serie di prescrizioni per chi dovrà stilare il progetto, prescrizioni che chiedono particolare attenzione all’inserimento paesaggistico, ai flussi di traffico interni ed esterni al centro, all’inquinamento acustico, ai provvedimenti contro i cattivi odori e per la protezione della falda acquifera.
Ma – si ribatte da parte dei gruppi di minoranza – il piano della mobilità utilizzato dal Comune è vecchio del 2006 e non tiene conto della nascita del centro commerciale Panorama; sull’inquinamento atmosferico non vi sono dati locali attendibili; sull’inquinamento acustico vi sarebbero comunque delle misure da effettuare. Insomma, visto il quadro, sarebbe meglio effettuarla, la Vas.
«Non c’è poi solo questo problema – aggiunge il presidente della commissione, Alessandro Capecchi, Pdl – ma bisogna che l’amministrazione ci spieghi perché tra le aree possibili dove collocare il centro non ne è stata prevista nessuna a Sant’Agostino, dove mi risulta ci siano diverse localizzazioni possibili. Non c’è solo quella dei Cantieri comunali, che l’amministrazione sta esaminando adesso».
Intanto per i cittadini coinvolti e tutti coloro che volessero farsi un’idea, il Comune ha messo sul suo sito web i “rendering” realizzati da Publiambiente su come dovrebbe apparire il nuovo centro rifiuti.
Ricordiamo che quest’ultimo sarà sia un punto di raccolta per i rifiuti che le famiglie decideranno di conferire direttamente, sia un centro di coordinamento per la raccolta standard effettuata dai mezzi di Publiambiente. Per questo la previsione è che attorno al centro si muovano, nell’arco della giornata, 50 mezzi di Publiambiente e 150 mezzi privati al giorno. I disegni mostrano i grandi cassoni trasportabili, gli altri contenitori più piccoli, le zone di accesso e pesatura. E poi il grande edificio a tre piani che servirà per gli uffici di Publiambiente che dovranno coordinare il servizio e per gli sportelli aperti al pubblico. Strutture simili Publiambiente le ha già realizzate a Montelupo, Empoli e Castelfiorentino.
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