Il dolore
Grillini su ex Breda: Comune tutelato dalla crisi Giusti?
«Il contratto d’appalto a suo tempo stipulato tra la pubblica amministrazione e la “Giusti per l’edilizia” prevede clausole di salvaguardia per il Comune di Pistoia in caso di inadempienza...
PISTOIA. «Il contratto d’appalto a suo tempo stipulato tra la pubblica amministrazione e la “Giusti per l’edilizia” prevede clausole di salvaguardia per il Comune di Pistoia in caso di inadempienza della ditta costruttrice?». Se sì, il Movimento 5 Stelle chiede al sindaco Samuele Bertinelli, quali sono. E in caso contrario «che azioni intende intraprendere il Comune per salvaguardare se stessa e i cittadini nel caso in cui “Giusti per l’edilizia” non dovesse riuscire a evitare il concordato preventivo, o ancora peggio, la dichiarazione di fallimento»?
In altre parole, chiedono Giacomo del Bino, Maurizio Giorgi e Luca Rossi, (consiglieri comunali 5 Stelle), il sindaco ha un “piano B”?.
Giusti per l’edilizia, che nel 2009 era arrivata a fatturare 43 milioni di euro, ha in mano il futuro urbanistico dell’area ex Breda, con i cantieri del nuovo albergo Hilton e il grande parcheggio interrato: un’opera da 70 milioni di euro. Cantieri fermi da prima dell’estate perché la Giusti aveva sempre maggiori difficoltà a pagare i fornitori (e difatti uno di essi ha presentato istanza di fallimento a giugno). Problemi finanziari: l’azienda ha un’esposizione con le banche di 90 milioni di euro. Per cercare di superare meglio la crisi la Giusti si è divisa in due: i beni mobili e 9 cantieri sono stati ceduti in affitto ad un’altra azienda del gruppo, la Giusti Costruzioni Spa. Il resto del business, compresi i cantieri fermi all’ex Breda, i crediti e la pesante zavorra dei debiti sono rimasti invece nella pancia di Giusti per l’edilizia Spa.
L’11 settembre Giancarlo Giusti, insieme all’advisor finanziario Kpmg, ha incontrato i rappresentanti del pool di banche già esposte con l’azienda, chiedendo un’ulteriore concessione di credito per circa 20 milioni, necessari a far ripartire l’attività. La Kpmg ha studiato un piano industriale-finanziario di risanamento che abbraccia 5 anni. Il 26 settembre, giorno in cui si discuteva l’istanza di fallimento, il giudice Raffaele D’Amora ha di conseguenza sospeso la richiesta del fornitore. Entro fine novembre l’azienda dovrà completare la domanda presentata, in particolare con l’accordo di ristrutturazione dei debiti e la relazione di un esperto sulla fattibilità del piano di rientro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
