Il Tirreno

Pistoia

Faccia a faccia con il ladro furti a raffica a Montale

Massimo Vitulano
Faccia a faccia con il ladro furti a raffica a Montale

Il racconto di Anna Beneforti: «Me lo sono trovato davanti, una notte d’angoscia» Petizione in Comune per la siepe sulla strada: «Mai potata, ci si appostano dietro»

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MONTALE. «Sono entrati, sono entrati», con la voce mozzata non ha saputo dire altro la signora Anna Beneforti, quando sabato mattina si è trovata faccia a faccia con un ladro che si era intrufolato nella sua abitazione di via Leopardi. L’anziana donna si trovava nel letto insieme al marito, ma non aveva chiuso occhio per tutta la notte. La notte prima, infatti, il figlio, che risiede al primo piano della stessa abitazione, si era visto scassinare la porta d’ingresso, senza però subire alcun furto.

Paolo ed Anna Beneforti, entrambi sulla settantina, erano subito accorsi per accertarsi che i nipotini stessero bene. L’episodio li aveva messi in guardia, ma non avrebbero mai creduto che, a distanza di poche ore, sarebbe toccata a loro la stessa sorte. Invece i rapinatori non si erano rassegnati ed avevano già programmato di visitare anche loro, la notte seguente. Erano le 02,50 di sabato mattina, quando la signora Anna si è alzata dal letto per andare in bagno. Ancora scossa per l’accaduto, era uscita fuori casa per controllare che non ci fosse nessuno. Nel rientrare, però, aveva notato che la serratura della porta era piena di graffi. Ha capito che qualcuno aveva cercato di forzarla, ma, insieme al marito, ha deciso di rimandare alla mattina un’eventuale telefonata ai carabinieri. Diversamente da Paolo, però, non poteva chiudere occhio. Verso le 5 si era finalmente decisa a tornare a letto. Attraverso la persiana di camera, aveva però notato una luce che sembrava muoversi nel loro giardino.

Voltatasi dalla parte opposta del letto, di fronte alla porta che dà sul corridoio, si era accorta che qualcosa non andava. Una luce bianca illuminava la parete buia. Istintivamente si era alzata ed era uscita di camera. Ha percorso a tentoni il corridoio buio, finchè non se l’è trovato davanti, a pochi metri, con la mano già sulla maniglia della porta. Un uomo magro, alto quasi due metri, con la faccia nascosta in una kefiah bianca e rossa. «Nel vedermi si è bloccato e dopo qualche istante si è mosso nella mia direzione, come se mi volesse aggredire» dice Anna. A quel punto l’anziana donna ha lanciato un grido, svegliando il marito e mettendo in fuga il malintenzionato, che è salito su una macchina appostata in fondo alla via. «Nelle stesse ore ci sono stati altri furti nelle vie Verga e Ungaretti, quasi come se si fossero organizzati in squadre – afferma Paolo – Proprio qui dietro c’è anche una siepe che separa i giardini pubblici dalla nostra strada e che da trent’anni non viene potata, favorendo così gli appostamenti di questi delinquenti. Insieme agli altri residenti, presenteremo al Comune una petizione perché curi un’area che ormai è diventata insicura per chi ci vive».

 

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di Redazione web